Calabria

Vibo Valentia: cade l’accusa di maxi-spaccio per i Castagna. Padre e figlio tornano in libertà

Si è chiuso con un sostanziale ridimensionamento dell’impianto accusatorio il processo di primo grado nei confronti di Nazzareno e Antonio Castagna, padre e figlio originari di Rombiolo, finiti al centro di un’indagine della Compagnia dei Carabinieri di Tropea su una presunta piazza di spaccio a conduzione familiare. Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vibo Valentia ha infatti assolto i due imputati per “insussistenza del fatto” dalla stragrande maggioranza degli episodi contestati, disponendo la loro immediata liberazione.

I due erano stati tratti in arresto il 22 aprile 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i Castagna avrebbero gestito un’articolata attività di spaccio di eroina nella piccola frazione di Presinaci, proprio nei pressi della loro abitazione. L’accusa contestava inizialmente oltre 60 episodi di cessione, documentati attraverso pedinamenti, servizi di osservazione e l’uso di telecamere nascoste che avevano ripreso i presunti incontri con gli assuntori e i luoghi di occultamento della droga.

Nonostante il Pubblico Ministero avesse richiesto una condanna severa a 6 anni di reclusione per ciascuno degli imputati durante l’udienza del 1° aprile 2026, il Gup ha accolto le tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Bagnato.

Il giudice ha infatti assolto i Castagna da ben 54 episodi di spaccio e riqualificato le poche cessioni residue come “fatto di lieve entità”. Condannato Nazzareno Castagna a 1 anno, 11 mesi e 20 giorni e Antonio Castagna a 1 anno, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa.

Subito dopo la lettura del dispositivo, il Giudice ha revocato la misura degli arresti domiciliari a cui erano sottoposti, ordinando il ritorno in libertà per entrambi. Per il solo Nazzareno Castagna è stato disposto l’obbligo di firma


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