Friuli Venezia Giulia

via libera unanime del cda entro fine anno


Il consiglio di amministrazione de La Quiete ha approvato, con voto unanime, la chiusura definitiva della residenza I Faggi di via Micesio. La struttura cesserà ogni attività entro il 31 dicembre 2026, data entro la quale si dovrà trovare sistemazione ai tre residenti e ai 27 rifugiati ucraini attualmente ospitati.

Le ragioni della chiusura

La decisione nasce dalle criticità strutturali, impiantistiche e di sicurezza emerse nella relazione tecnica indipendente redatta dall’ingegner Marco Bottega, presentata al cda nelle sedute del 23 e del 30 luglio 2026. Sulla base di quelle problematiche, il consiglio ha ritenuto che proseguire l’attività non fosse compatibile con le condizioni di sicurezza richieste, né con la necessità di preservare le risorse finanziarie disponibili per garantire la qualità dei servizi nelle altre strutture dell’Asp. Va aggiunto che gli eventuali lavori di adeguamento avrebbero comportato la chiusura temporanea dell’intera struttura e disagi per i residenti.

I Faggi dispongono di 77 appartamenti per un totale di 124 posti, distribuiti su 7 livelli per una superficie complessiva di 6.200 metri quadri. La costruzione del complesso fu completata nel 1990, con la posa della prima pietra nel 1982.

Gli ospiti e il personale

Le tre ospiti residenti saranno accompagnate dalla direzione generale dell’Asp in un percorso di trasferimento condiviso, nel rispetto dei bisogni di ciascuna. Il trasferimento presso La Quiete è indicato come una delle possibilità, da valutare caso per caso. Il personale in servizio, tra le 3 e le 4 persone, resterà in organico presso l’azienda.

I 27 rifugiati ucraini presenti sono accolti in base a una convenzione con la prefettura di Udine, stipulata da marzo 2022 e più volte rinnovata, che scade anch’essa il 31 dicembre 2026. Il loro trasferimento rientra nelle competenze della prefettura, ma La Quiete ha attivato percorsi di accompagnamento all’autonomia per rendere il passaggio più sereno.

Il futuro dell’immobile

Il cda ha già fissato in delibera un criterio per il destino dell’edificio: qualunque utilizzo futuro dovrà preservarne la proprietà pubblica e privilegiare una destinazione a fini sanitari, sociosanitari o socio-assistenziali di interesse pubblico. È la stessa strada seguita per il vicino Centro Polifunzionale Micesio, ceduto nel settembre 2025 all’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.


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