“Vedi le renne camminare per strada e poi te le ritrovi nel piatto da mangiare…ti fa un po’ effetto. Il pubblico arrabbiato per gli orari in tv? Sono d’accordo con loro”: così Erasmo Genzini
“Lì mangiano tutti zupponi, poi tutto a base di renna — hamburger di renna, filetti di renna. Per carità, è anche buona, però ti ci devi abituare un attimino. Anche perché le vedi camminare per strada e poi te le ritrovi a tavola — ti fa un po’ quell’effetto, no?”. Nelle parole di Erasmo Genzini c’è tutto lo spaesamento culturale, a tratti tragicomico, vissuto in prima persona durante le riprese di Lapponia I love iù. L’attore nato a Gragnano, ma noto amante dei climi rigidi (“vado poco d’accordo col caldo”, precisa), ha raccontato in un’intervista a Fanpage la sua esperienza sul set della prima storica coproduzione internazionale tra Rai Fiction e i paesi nordici. Il film, in onda in prima serata su Rai 1 il 17 maggio, lo vede protagonista nei panni di Carmine, un giovane napoletano costretto a fuggire al circolo polare artico.
La fuga di Carmine e la rinascita al gelo
Il personaggio interpretato da Genzini è figlio della microcriminalità partenopea. “Partiranno da qui con un passato difficile — ma per loro era diventata normalità: rubare collanine o orologi era alla portata”, ha spiegato l’attore illustrando le origini della trama. “Il problema è che rubando un orologio alla persona sbagliata sono costretti a nascondersi per Napoli, e Carmine scoprirà di aver ereditato una villa in Finlandia dal fratello defunto Salvatore”. L’eredità inaspettata si trasforma in un drastico viaggio di formazione. “Parte con la presunzione di conoscere tutto, di poter conquistare il mondo, con l’aria da sciupafemmine. E invece arriva lì, si innamora di una donna bellissima del posto, e capisce che del mondo non conosce nulla”, ha rivelato Genzini a Fanpage. “Sarà il mondo a conquistare lui. Farà un lavoro di introspezione che non è da poco: alla fine del racconto sarà totalmente un’altra persona”.
Le polemiche sugli orari tv e il futuro di “Roberta Valente”
L’intervista ha affrontato anche il recente successo di Genzini nella fiction Roberta Valente — Notaio in Sorrento. Proprio la messa in onda di questa serie ha sollevato forti polemiche da parte dei telespettatori a causa dei tagli per chiudere in anticipo gli episodi, invece di farli iniziare prima. Genzini si è schierato apertamente dalla parte degli spettatori: “Il pubblico si è molto incavolato […] Loro hanno fatto questo esperimento di terminarla prima piuttosto che anticiparla, che sarebbe stata la scelta più sensata per il pubblico. Io sinceramente sono d’accordo col pubblico”. Questa frammentazione, secondo l’attore, ha compromesso la fruizione del finale, diviso in due serate: “Si è lamentato: gli è sembrato quasi un finale non-finale. Però questa reazione deriva dal fatto che non si è creato il tempo di entrare nella storia“. Sulle prospettive di una seconda stagione, Genzini si mostra fiducioso ma cauto: “Le sensazioni sono buone. Non è ancora notizia ufficiale, ma spero che la Rai possa comunicarcelo presto”.
I “no” ricevuti e la parte persa all’ultimo respiro Il finale dell’intervista si chiude con una nota amara legata alle dinamiche della professione. Sollecitato sui possibili rimpianti della sua carriera, l’attore ha capovolto la prospettiva: “Più che il rimpianto di aver detto no, ho il rammarico di aver ricevuto un no per qualche progetto”. Genzini ha quindi svelato un retroscena inedito su un’importante occasione sfumata per un soffio: “Qualche provino in cui sono arrivato in dirittura d’arrivo… non posso dirti per cosa, ma sono arrivato a tanto così per un progetto che aspettavo da tempo, e me l’hanno tolto dalle mani all’ultimo. Parliamo di una serie importante, italiana”.
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