Umbria

Vannacci contro il reato di femminicidio senza capirlo, padre di Ilaria Sula: «Porti rispetto a mia figlia»

«Non esiste il femminicidio». L’inaccettabile dichiarazione arriva dal generale Roberto Vannacci, secondo cui non «c’è bisogno del reato specifico» che è stato introdotto con leggo nel dicembre 2025. «Io considero che un reato – ha sempre detto il capo di Futuro nazionale – sia più o meno grave in base al sesso di chi lo compie o subisce, quindi tipizzo un reato in base al reato, non in base alla vittima, serve per fare il lavaggio del cervello alla popolazione», ha anche detto Vannacci, dimostrando, nella migliore delle ipotesi, di non aver compreso nulla sull’articolo 577 bis del Codice penale.

Affinché il reato di femminicidio sia comprensibile a chiunque potrebbe essere sufficiente un esempio: se un bandito entra in banca per commettere una rapina ed esplode alcuni colpi di pistola, uccidendo una cliente donna che in quel momento è in filiale per fare un investimento, non gli potrà mai essere contestato il reato di femminicidio, ma sarà arrestato per omicidio.

Il 577 bis introdotto recita letteralmente: «Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo».

A replicare alle inaccettabili parole di Vannacci è stato Flamur Sula, papà di Ilaria uccisa a 22 anni il 26 marzo 2025 a Roma da Mark Samson, con cui aveva una relazione: lui l’ha uccisa a coltellate, dopo averla presa a pugni, poi ha chiuso il corpo in una valigia e l ha gettata in un dirupo. Nonostante il dolore indicibile e un processo alle battute finali, il papà di Ilaria Sula trova la forza per spiegare a Vannacci che «femminicidio e omicidio non sono la stessa cosa», motivo per cui il generale è chiamato da Flamur Sula a «portare rispetto a mia figlia e a tutte le altre donne che per colpa di un uomo non ci sono più. Stiamo le ore a piangere e a parlare con lei. Si dice che con il tempo il dolore diminuisce ma non è così, anzi il dolore aumenta, si sente ancora di più la mancanza e si realizza che a casa Ilaria non tornerà mai più. Non c’è notte che mia moglie non chiama Ilaria nel sonno o che la cerchi per casa. E’ un dolore inimmaginabile che non finirà mai».

 

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