Ambiente

Valpolicella, 57,5 milioni di bottiglie, -3% sul 2024 – Vino

Nel 2025 l’imbottigliato della
denominazione Valpolicella ha raggiunto quasi 57,5 milioni di
bottiglie, registrando un calo del 3% rispetto all’anno
precedente. La flessione ha interessato l’Amarone e il Recioto
(13,58 milioni di bottiglie, -2,4%), il Valpolicella Ripasso
(27,37 milioni, -3,7%) e il Valpolicella (16,50 milioni, -2,7%).

   
La produzione totale si è attestata a 840.510 quintali di uva,
di cui 327.545 destinati all’appassimento. La superficie vitata
della principale denominazione rossista del Veneto è stabile a
8.614 ettari, mentre sul fronte commerciale i prodotti sono
esportati in 87 Paesi.

   
I dati sono stati illustrati in Regione Veneto, in
occasione della presentazione della sesta edizione del
Valpolicella Annual Report del Consorzio di Tutela.

   
A livello geografico, Verona conferma il primato per
superficie vitata (15%), seguita da Negrar, San Pietro in
Cariano (entrambi al 13%) e Illasi (11%), che insieme
concentrano oltre la metà del vigneto della denominazione (52%).

   
Il patrimonio varietale resta fortemente identitario, con la
Corvina che rappresenta il 56% della superficie rivendicata,
seguita da Rondinella e Corvinone (19% ciascuna), mentre la
Molinara si mantiene al 2%.

   
“La congiuntura internazionale richiede oggi una responsabilità
ancora maggiore. Il nostro compito non è inseguire i volumi, ma
preservare il valore della denominazione”, ha commentato il
presidente del Consorzio, Christian Marchesini. All’incontro ha
preso parte anche il presidente della Regione, Alberto Stefani,
secondo cui “la qualità e l’identità di un prodotto sono la
forza per sostenerne il valore sul mercato”, mentre il
consigliere regionale Alberto Bozza ha ricordato le sfide legate
alle tensioni geopolitiche internazionali e la candidatura
Unesco per il rito della messa a riposo delle uve.

   

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