Politica

Valditara attacca la sinistra sul decreto scuola: “Immaturità politica”

“Dalla sinistra grave immaturità politica”. E ancora: “Bambini strumentalizzati costretti a scrivere striscioni contro il governo”. È lo stesso ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a tornare sul decreto scuola approvato in settimana in Consiglio dei ministri con un lungo post polemico in cui anzi rivendica la natura “progressista” delle misure.

“Le polemiche sollevate dalla sinistra in merito al decreto legge approvato dal Governo – ha scritto Valditara – dimostrano una grave immaturità politica di chi non vuole affrontare il dibattito in modo costruttivo e pacato, partendo dalla onesta considerazione dei dati della realtà. Anziché discutere sulla applicazione di queste misure di buon senso, persino oggettivamente ‘progressiste’, politici, sindacalisti, giornalisti e intellettuali di opposizione si sono scatenati in una ridda di insulti”.

“Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”, scrive il ministro in riferimento allo striscione, opera di bambini e insegnanti, con la scritta “Qui nessun* è straniero” affisso nei giorni scorsi all’esterno della scuola elementare Daneo di Genova e rimosso da due agenti in borghese della Digos, gesto che ha suscitato l’indignazione innanzitutto dei genitori dei piccoli che hanno lanciato una mobilitazione e organizzato un presidio “per dare una prima risposta a quanto accaduto”. La Flc Cgil ha invitato ogni istituto scolastico del Paese ad appendere fuori dai propri edifici, ben visibili a tutti, striscioni dedicati all”Inclusione e al Diritto allo studio”. E subito ha aderito la scuola multietnica Di Donato di Roma, al cui ingresso è stato appeso lo striscione “Qui nessuno è straniero” e che ha inviato un appello al capo dello Stato chiedendo di non firmare il decreto che dovrebbe arrivare domani al Quirinale.

Per quanto riguarda il divieto di entrare a scuola con il volto coperto da burka, niqab e altri indumenti, per il titolare dell’Istruzione “si tratta di mascheramenti del volto femminile che appartengono a pratiche religiose non riconducibili direttamente ai dettami del Corano ma che esprimono forme di patriarcato violento e arcaico, che negano dignità alla donna e che violano il reciproco diritto alla socialità. Nella nostra scuola tutti hanno pari dignità”.

“Questi atteggiamenti – ha affermato in un altro passaggio il ministro – costituiscono un pericolo per un civile dibattito democratico fondato sul rispetto dell’avversario, oltre a rivelare disonestà intellettuale. Noi invece siamo convinti che servano politiche finalizzate ad una autentica integrazione che consentano a tutti i giovani di crescere insieme nella condivisione dei valori repubblicani. Su questa strada andiamo avanti con decisione e con convinzione”.

Pronta la replica della segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi e di Irene Manzi (Pd). “La scuola pubblica non si governa con i post su Facebook e gli slogan ideologici, ma garantendo investimenti, contratti dignitosi e ascoltando chi la scuola la vive ogni giorno. Il Ministero torni alla realtà e rispetti il dibattito democratico e il ruolo del sindacato”, ha affermato Fracassi. “Valditara scenda dalla cattedra e risponda nel merito”, ha sostenuto la responsabile scuola del partito democratico.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »