uno è morto, l’altro gravissimo. Ipotesi fuga di gas da un tubo
ANCONA- Erano tornati da una pausa quando la fiammata ha avvolto prima Sofiane Boutraa, 55 anni, tunisino e poi Kabir Mohidul, 27 anni bengalese. Entrambi operai esperti della ditta Global Naval, con sede in Puglia e specializzata in carpenteria e meccanica navale. Il primo era già entrato all’interno di quella che viene definita una cassa (una sorta di scatola) che rappresenta uno dei tanti pezzi di una nave in costruzione che era ancora alle prime fasi, all’interno del blocco chiamato quinta marcia. È lì che la carena e il doppio fondo dell’imbarcazione, un traghetto superlusso della Four Seasons, la parte bassa della chiglia, prende forma. Il secondo operaio si accingeva ad avvicinarsi per dargli supporto.
La fuga di gas
A innescare la fiammata, martedì sera, attorno alle 22, all’interno della Fincantieri, è stata una fuga di gas. Cosa abbia creato la bolla, di acetilene viene ipotizzato, che ha preso fuoco appena creata una scintilla, è al vaglio delle indagini portate avanti dalla polizia, dai vigili del fuco e dall’Ast. Dietro potrebbe esserci stata una perdita della tubatura di gomma che porta il gas fino ai blocchi di lavoro oppure un errore umano, il rubinetto non chiuso bene o addirittura lasciato inavvertitamente aperto. Di sicuro il blocco dove il tunisino aveva ripreso a lavorare era pieno di gas ma non c’è stata nessuna esplosione. Lui avrebbe manovrato un cannello da taglio, una sorta di asta che in punta utilizza una fiamma potente per tagliare il ferro. La lancia è stata trovata ancora all’interno dai soccorritori. La potenza del fuoco che lo ha avvolto non gli ha lasciato scampo. Arrivato in ospedale a Torrette, prima delle 23, era già deceduto. Il suo corpo era carbonizzato e irriconoscibile. Il 27enne ha riportato gravi ustioni di 2 e 3 grado sull’80% del corpo e ieri mattina è stato trasferito con l’eliambulanza al centro ustioni dell’ospedale di Pisa. È gravissimo e la prognosi riservata. La Procura di Ancona (pm di turno Ruggiero Dicuonzo) ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, violazioni delle norme antifortunistiche e lesioni aggravate, al momento contro ignoti. La salma del 55enne deceduto è sotto sequestro. Sequestrato anche l’intero blocco dove è avvenuto l’infortunio mortale. La costruzione del traghetto al momento è sospesa.
La sicurezza
I sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, hanno proclamato uno sciopero di 8 ore per ciascun turno di lavoro, di tutto il personale in Fincantieri, comprese le ditte di appalto, che si è tenuto ieri e ha visto una adesione totale. «Hanno scioperato tutti – ha detto Sara Galassi, segretaria generale Fiom-Cgil – basta morire di lavoro. È una tragedia che grida vendetta, ingiusta. Tutto lo stabilimento si è fermato dalle 6 alle 22, tutti conosciamo quali sono le condizioni di chi lavora qui dentro. Chiediamo a Fincantieri che cambi la sua organizzazione di lavoro, non si può gestire la costruzione di navi attraverso lavoratori di ditte di appalto, sempre i più sfruttati, gli ultimi della catena e quelli che subiscono più ingiustizie fino ad arrivare alla morte del lavoratore tunisino». Al presidio erano presenti, oltre ai lavoratori, anche Vincenzo Angelucci della Uilm, Luigi imperiale della Fim-Cisl e il delegato Rsu-Rls della Fiom Cgil Massimiliano Anastasi. In mattinata è arrivata a sostegno dei lavoratori anche Claudia Mazzucchelli, segretaria regionale Uil. Per i sindacati è necessario «rivedere il modello organizzativo su appalti e subappalti perché è in quelle aziende che sono più numerosi gli infortuni». Cordoglio è stato espresso ai familiari dell’operaio morto. Ieri è stata bloccata anche la partenza della prova a mare della Viking Libra, la nave traghetto pronta che prima della consegna deve affrontare però cinque giorni di navigazione in mare aperto. È stata posticipata di 24 ore per lo sciopero.




