«Il sistema non è più sostenibile. Noi non molliamo» VIDEO e FOTO – Cronache Fermane
Dopo aver fatto un sopralluogo a Lido Tre Archi, dove ha sottolineato che la politica deve trovare una soluzione a «situazioni non tollerabili», come da ruolino di marcia, oggi pomeriggio l’eurodeputato e presidente di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, accompagnato dal sindaco di Civitanova Marche, e coordinatore regionale FnV, Fabrizio Ciarapica, ha fatto tappa al Diamante di Porto Sant’Elpidio per l’incontro con militanti e simpatizzanti organizzato dal movimento associativo C.S.T. (Cooperazione –Sviluppo – Territorio) presieduto dall’avvocato, ed ex consigliere regionale, Giuseppe Villa.
Ad attenderlo una folla di oltre 500 persone, con la sala al primo piano gremita (anche se qualche contestatore ha subito fatto notare come quella al secondo piano, anch’essa allestita con sedie e proiettore, fosse vuota). Tutti ad incitare il generale e a spronarlo ad andare avanti nella sua missione politica. Ma non è mancata, come era ampiamente prevedibile, qualche contestazione da parte di alcuni cittadini. E anche un botta e risposta piuttosto “pepato” (solo verbale, per carità) con l’inviato del programma di Italia 1, Le Iene, che lo ha incalzato sui contenuti generati con l’intelligenza artificiale.
Poi, al grido di incitamento “generale, generale, generale!” dei suoi sostenitori, il generale ha preso in mano il microfono: «Buonasera alle Marche, grazie ai tutti voi, ai giovani, grazie all’avvocato Villa e a tutti quelli che si sono spesi per l’organizzazione di questo evento» poi alla platea per aver «dedicato il vostro tempo a me e a questo evento. Il grazie più grande – incalza Vannacci – va alle forze dell’ordine che sono qui e garantiscono la sicurezza di tutti noi e che purtroppo, in un paese civile e democratico come si definisce l’Italia, sono state mobilitate, a decine, per garantire che questa riunione, quest’evento, fosse sicuro. E’ una vergogna perché eventi di questo tipo dovrebbero rappresentare la normalità. Mi hanno detto che c’è anche qualcuno che manifesta. Allora bisognerebbe chiedere a questi signori che cosa vogliono. Perché solitamente uno manifesta per qualcosa, per un aumento del salario, per più ferie, per condizioni di lavoro più degne e sicure. Questi signori perché manifestano? Quale risultato vogliono? Mi sfugge ma con un po’ di fantasia – la nota sarcastica del generale – ci arrivo: questi signori manifestano perché vorrebbero che io e voi qui non ci fossimo. E allora possono continuare a manifestare all’infinito».
La replica, a distanza, arriva da Emanuele Fenni, coordinatore della Rete degli Studenti medi del Fermano: «Le sue retoriche non sono benvenute nel nostro territorio che ha fatto e celebrato la Resistenza. Rigurgiti fascisti non li vogliamo. Esiste una Fermo antifascista che non può tollerare simili presenze. La sua crescita? Basata sul suo modo di comunicare facendo leva sulle paure delle persone, in primis l’immigrazione che viene gestita in ottica propagandistica e non presentando una soluzione reale: la remigrazione non può essere una soluzione applicabile».
Tornando all’intervento a tutto campo di Vannacci, il presidente di Futuro Nazionale non ha lesinato critiche a Mario Draghi e al suo governo: «Vi ricordate chi ci diceva “volete la guerra o il condizionatore acceso?”. Bene, il condizionatore lo abbiamo spento ma la guerra c’è ancora». E ancora «Vi ricordate chi ci diceva, “eh se non ti vaccini, ti ammali e poi muori? Era lui, era Mario Draghi».
Non sono mancate le critiche ai sostegni militari all’Ucraina: «La nostra sanità funzionerebbe meglio. Le nostre aziende sarebbero spronate con qualche provvedimento economico a rilanciare la loro economia, il carburante costerebbe meno, la bolletta del gas idem. Potremmo sfruttare meglio le biomasse. E invece no, i soldi li abbiamo regalati all’Ucraina per continuare la guerra. Noi siamo il partito che ha detto basta alle risorse all’Ucraina».
Capitolo Europa: «Noi non abbiamo detto che vogliamo uscire dall’Europa, nel programma abbiamo scritto che dobbiamo partecipare alle organizzazioni internazionali con spirito di protagonismo e non da succubi, per far valere i nostri interessi nazionali e non subire quelli degli altri. Come? Siamo in un momento fantastico perché quello che sto dicendo io lo dice anche Aft in Germania che ha raggiunto il 44%. Lo dice la Le Pen che è data vincitrice contro qualsiasi altro contendente. Lo dice Vox in Spagna. Già detto in Ungheria, in Slovacchia, in Bulgaria. L’Europa sta cambiando. Qualcuno diceva “non si molla nemmeno un metro”. Noi diciamo che non molliamo nemmeno un millimetro. Dobbiamo cambiare l’Europa che deve essere una piattaforma in cui si collabora per interessi convergenti e non un sistema impositorio che funziona per direttive e regolamenti».
E non potevamo mancare delle stoccate alla premier Giorgia Meloni e al suo governo: «Ve lo ricordate il “toglieremo le accise”? Si è visto. Il blocco navale? Si è visto. Abbiamo consentito l’arrivo di decine di migliaia di clandestini. E’ stato fatto il decreto Flussi e creato quello che Marx definiva l’esercito industriale del padrone che va a sostituire il lavoratore autoctono. Così il sistema non è sostenibile. Sferziamo l’industria, ridiamo vitalità alle imprese, aumentiamo i salari e poi rimandiamo a casa i clandestini. C’è chi dice che la remigrazione non si può fare? E’ un concetto, è un diritto di ogni popolazione autoctona di difendere la propria cultura e civiltà, in primis a scuola insegnando l’identità e la letteratura italiana, sviluppando l’amor di patria. Siamo italiani, non meticci. E poi si sviluppa in famiglia e i genitori devono poter stare con i figli. Poi negli eventi solenni, dobbiamo celebrare la nostra storia, non quella della Palestina. Io voglio vedere le bandiere dell’Italia, non quelle straniere».
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