Ambiente

UniEat, intera filiera agroalimentare penalizzata dalla chiusura stretto di Hormuz – Business

“Siamo fortemente preoccupati per gli
effetti economici sul settore agroalimentare dovuti al conflitto
in atto in Medio Oriente e in particolare dalla chiusura
prolungata dello stretto di Hormuz, snodo commerciale strategico
per il passaggio di numerose materie prime essenziali per le
nostre coltivazioni e alle nostre produzioni alimentari”. Così
Massimiliano Giansanti, presidente di UniEat, nata dalla
sinergia tra Unione Italiana Food e Confagricoltura, sottolinea
le ripercussioni sui costi energetici (petrolio e gas naturale),
packaging, trasporti e sostanze fondamentali per la coltivazione
delle materie prime che sono poi alla base dei prodotti
alimentari made in Italy.

   
“Una riduzione così drastica della disponibilità di
fertilizzanti – sottolinea Giansanti – finisce inevitabilmente
per incrementare vertiginosamente i costi necessari alle rese
delle coltivazioni e alla qualità delle stesse e,
conseguentemente, delle materie prime agricole”.

   
Sul fronte agricolo le conseguenze sono già visibili: il
prezzo dell’urea ha registrato aumenti superiori al 20% a
livello globale e di oltre il 50% a livello nazionale tra
gennaio e primi di aprile, mentre almeno 21 navi cariche di
fertilizzanti, per un volume vicino al milione di tonnellate,
risultano bloccate o rallentate lungo le rotte commerciali.

   
Parallelamente, il ruolo dei Paesi del Golfo nella produzione di
energia e di zolfo, essenziale per i fertilizzanti fosfatici,
evidenzia quanto la produttività agricola europea dipenda da
input esterni.

   
“Come Associazione che esprime una filiera così ricca e
numerosa che unisce l’industria e il mondo primario, – aggiunge
il presidente Giansanti – ribadiamo che queste condizioni
lasciano agricoltura e industria in una pericolosa incertezza.

   
Si tratta di un vero e proprio shock per il sistema
agroindustriale che mette a rischio la tenuta delle filiere con
inevitabili ripercussioni sul consumatore finale: le aziende
stanno cercando il più possibile di assorbire queste variazioni,
ma non potranno farlo ancora a lungo.” Per UniEat occorrono
pertanto interventi nell’immediato per compensare per quanto
possibile gli operatori dall’aumento costi, ma anche maggiori
relazioni di filiera per cercare, specie in queste fasi di
turbolenza dei mercati, di concordare accordi quadro per
stabilizzare le condizioni di fornitura e la relativa formazione
dei prezzi, anche al fine di valorizzare ancora di più i
prodotti agroalimentari nazionali, a partire dalle materie prime
utilizzate.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »