Veneto

Una stanza in affitto a Padova? Occorrono 490 euro

Oggi servono quasi 500 euro per affittare una stanza a Padova. Esattamente 490, ovvero il 46% in più dei 335 euro che uno studente fuori sede dell’università patavina sborsava all’inizio di marzo 2020, una decina di giorni dopo che il Covid 19 aveva fatto la sua prima vittima italiana, Adriano Trevisan, un 78enne di Vo’. Sembra passato un secolo da quei tragici eventi che, probabilmente, abbiamo voluto rimuovere. In realtà sono passati solo 6 anni ma, nel frattempo, il mondo del mercato immobiliare è cambiato completamente e i canoni d’affitto di una stanza sono cresciuti in maniera esponenziale.

Patrizio Bertin

A confermarlo è l’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, proptech company specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it che ha messo in relazione i dati di marzo 2020 con quelli di marzo 2026 di tutta una serie di città sedi di università. Sia di quelle “mega” (secondo la classifica stilata dal Censis i mega atenei sono: Università di Padova, Università di Bologna, Università di Pisa, La Sapienza di Roma, Università Statale di Milano, Università di Firenze, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bari, Università di Napoli Federico II), sia di diverse altre, per così dire, “medie”. Ebbene, in alcune città universitarie i canoni della stanza singola sono saliti di oltre il 50%. Bari è in vetta (+59%) davanti a Cagliari (+58%) e Palermo (+55%). Per contro, le crescite più contenute riguardano Siena e Udine (+12%).

«Non deve sorprendere – commenta la presidente degli agenti immobiliari della Fimaa Confcom Confcommercio Padova, Silvia Dell’Uomo – se Padova, con il suo +46%, si piazza sul gradino più basso del podio tra i mega atenei. Il successo della nostra Università con il suo record di iscrizioni si riverbera necessariamente sugli affitti delle stanze singole, peraltro aumentati anche per
la diminuzione dell’offerta dovuta, in parte, alla destinazione di piccole unità ad affitti brevi, conseguenza, quest’ultima, determinata dal grande richiamo turistico di Urbs Picta». La creazione e la progettazione di tanti studentati va dunque letta attraverso questa lente. «Ma sarebbe sbagliato, o comunque parziale – interviene il presidente di Confcom Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – credere che il problema del costo degli affitti sia una questione che riguarda solo gli studenti. Gli stessi problemi li troviamo anche quando le nostre imprese, alla ricerca di collaboratori, trovano ostacoli insormontabili nel trattenere i candidati che magari ci sarebbero ma che, non trovando alloggio, rinunciano all’impiego».

In aggiunta a tutto questo non va sottovalutato il fatto che studenti e giovani lavoratori non dispongono di redditi sufficienti a supportare il costo di un affitto, cosicché la forbice fra capacità di spesa e canoni richiesti tende ad allargarsi. Meglio dunque le città che hanno università un po’ più piccole? No e sì. No se si dovesse guardare a Cagliari (abbiamo visto: +58%) ma anche a
Messina (+46%), Genova (+41%), Trento e Catania (+39% in entrambi i casi): “ni” se la destinazione dovesse essere Venezia o Perugia (crescono entrambe del 35%) mentre va meglio chi sceglie Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%). A Modena i prezzi di una stanza singola sono saliti del 15% in sei anni, mentre Siena e Udine, come abbiamo visto, sono le due città che hanno subito i minori rincari: +12%.

Il report di Immobiliare.it pone comunque l’accento sul fatto che anche nei centri che ospitano i grandi e medi atenei, la crescita dei prezzi delle stanze è stata superiore rispetto a quella dei monolocali, che rispetto al 2020 costano il 22% in più. Ma al di là degli aumenti in termini percentuali, quanto si spende, effettivamente, nelle città universitarie italiane per una stanza in affitto?

Alla fine di marzo 2026, Milano si conferma la città più cara. Per affittare una stanza nel capoluogo meneghino, in media occorrono 729 euro al mese. La città che fa da sfondo a “Il Diavolo veste Prada” precede Firenze dove servono 625 euro al mese, mentre Roma e Bologna, che sono rispettivamente in terza e quarta posizione, hanno prezzi abbastanza vicini: 609 euro al mese la capitale, 599 euro al mese il capoluogo felsineo. «Padova – commenta Immobiliare.it – chiude la top 5, anche se, con i suoi 490 euro al mese, resta molto distante dalle prime quattro città».


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