Cultura

Ed Harcourt – Live @ Borgo Santa Brigida 5/a (Parma, 08/05/2026)

Ella Mullins, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Ed Harcourt torna in Italia e non potevamo certo mancare a una delle sue cinque date.

Lo storico musicista originario di Wimbledon porta in dote il suo dodicesimo LP, “Orphic“, uscito lo scorso novembre.

Il songwriter britannico si esibisce in solo accompagnato dalla chitarra acustica e dal pianoforte: oggi ci troviamo al Borgo Santa Brigida 5/a, delizioso locale situato nel pieno centro di Parma, spesso sede di concerti interessanti, sia italiani che internazionali, e più volte anche tra i protagonisti del noto Barezzi Festival.

I tavoli della venue ducale sono tutti pieni e si respira un’atmosfera internazionale con la presenza di alcuni fan inglesi, come svelerà lo stesso Harcourt durante il suo live-show.

Credit: Antonio Paolo Zucchelli

Quarta serata in terra italiana per il londinese, che domani suonerà alla Sala Polivalente Dell’Oratorio Don Bosco a Marostica (VI), e siamo certi che oggi Ed ha potuto gustare l’ottimo cibo della tradizione emiliana grazie alla sua ammissione – “Amo molto l’Italia e anche il suo cibo… purtroppo” – facendo scoppiare in una fragorosa risata tutti i presenti.

Il live-show ha inizio qualche attimo dopo le nove e cinquanta quando l’inglese imbraccia la sua chitarra per “The Patron Saint Of Restless Dreamers”, la canzone che chiude “Orphic”: sarà per il microfono vintage, sarà per le sensazioni lo-fi, sarà anche per il modo classico con cui si approccia al cantato, ma ci sembra subito di farci un nostalgico viaggio indietro nel tempo tra malinconia e delicatezza folk.

Subito dopo ecco “By The Light Of The Silver Morning”, ricca di passione nei vocals e con una sei corde determinata, ma sempre così gentile e così sincera, romantica e toccante.

Ed passa poi al piano e, con “Hey Little Bruiser”, grazie al suo grande talento nel suonare questo strumento, riesce a regalare al pubblico parmigiano notevoli sensazioni emotive, pur rimanendo con un tono piuttosto cupo.

I sentimenti sono sempre ben evidenti praticamente in ogni sua canzone come dimostra anche “A Ghost Walked Through Me”, dedicata al compianto Dave Rosser degli Afghan Whigs: a tocchi blues e cinematografici si va ad aggiungere un velo delicato di psichedelia, rendendo il tutto ancora più bello e interessante.

Lo splendore della sua musica continua al piano con “The Violence Of The Rose”: non è solo la sua voce a incantare i fan emiliani, ma è il grandissimo cuore che Harcourt sa mettere in ogni singolo momento delle sue canzoni e ciò si percepisce facilmente, rendendo così il concerto ancora più speciale e incantevole.

Credit: Giulio Sgarbi

Altre emozioni incredibili anche con “The Low Spirits”, ma sono “Murmur In My Heart” e “She Fells Into My Arms” le canzoni che regalano la maggior dose di romanticismo della serata, a cui Ed aggiunge sempre tanta passione.

“Until Tomorrow Then” chiude il mainset, mentre il musicista londinese scende in mezzo al pubblico a cantare, supportato da un strumentazione registrata.

C’è poi spazio anche per un breve encore che arriva dopo un paio di minuti di totali applausi da parte dei numerosi presenti: “El Magnifico”, title-track del suo disco uscito nel 2024, viene eseguita con la sua acustica in totale versione unplugged in mezzo ai tavoli e ci regala momenti romantici e spensierati, mentre la conclusiva “Sister Renee” lo vede tornare al piano, regalandoci l’ultimo conforto di questa bella serata.

Novanta minuti esatti di folk e pop, dove Ed, pur in una versione scarna ed essenziale senza gli arrangiamenti presenti sui suoi album, ha saputo regalare ai suoi fan magia e intensità emotiva come solo pochi fuoriclasse sanno fare.

La notte , però, è ancora giovane, sono appena le undici e venti, e i Sick Thoughts ci aspettano all’Arci CDC a pochi minuti di distanza in bicicletta: cambiano totalemente genere, ma ancora un bel po’ di divertimento ci aspetta prima di andare a dormire stasera!


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