Piemonte

Un ribasso dello 0,001% fa scattare l’indagine sulla gara per il Parco della salute

C’è una cifra che, più di tutti, C’è una cifra che, più di tutti, ha insospettito procura e guardia di finanza sulla gara del Parco della Salute: 479 euro, cioè il ribasso dello 0,00119784% sul canone annuo da 39 milioni e 988mila euro per la concessione del futuro polo ospedaliero. È l’unico ribasso presentato dal Consorzio Sis e Abp Nocivelli, che si sono aggiudicati progettazione e costruzione del Parco senza offrire neanche 1 euro in meno sull’altra somma soggetta a ribasso, il contributo pubblico complessivo di 183 milioni. Uno “0,00%” che, aggiunto alla prima percentuale infinitesimale, ha fatto alzare più di un sopracciglio agli investigatori: da lì è partita l’inchiesta per turbativa d’asta che vede indagati l’architetto Paolo Melchior, responsabile unico del procedimento per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero, e il geometra Battista Magliari, tecnico del raggruppamento di imprese che fa capo alla famiglia Dogliani. «È tutto figlio di un grande equivoco» ha detto a Repubblica il legale rappresentante della società di progetto che si è aggiudicata la gara, Claudio Dogliani.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, coordinato dal pm Giovanni Caspani e dal procuratore aggiunto Salvatore Dolce, ha iniziato a “scavare” tra le pieghe del bando dopo aver ricevuto l’incarico di analizzare i bilanci della Città della Salute: è il secondo filone dell’inchiesta sui presunti dieci anni di conti truccati della più grossa azienda ospedaliera piemontese, che ha già mandato a processo 16 tra manager ed ex direttori generali. Da lì l’attenzione degli investigatori si è spostata sull’appalto per l’ospedale che sorgerà all’ombra del grattacielo della Regione, con 1.040 posti letto e un investimento complessivo di 610,9 milioni di euro (11,9 a carico della Regione, 226,8 dello Stato e 372,2 del concessionario, che per 25 anni riceverà un canone di 39 milioni l’anno).

L’accordo ufficiale risale al 24 aprile 2025, quando Dogliani e il commissario straordinario Marco Corsini hanno siglato l’accordo per progettazione, costruzione e gestione del Parco. Ma si sapeva da un anno esatto che il Consorzio Sis e Abp Nocivelli erano gli unici partecipanti alla gara: i concorrenti di Siram spa (con capofila Salini-Impregilo) si sono sfilati 24 ore prima della scadenza dei termini per la presentazione delle offerte, fissata per il 23 aprile 2024. Nel mezzo Melchior, che è anche direttore dei servizi tecnici e manutentivi della Città della salute, avrebbe fatto la “soffiata” a Magliari, emissario del Consorzio con cui si era sentito più volte per confrontarsi sulla gara. Non un incontro fisico ma un contatto telefonico, che sarebbe stato accertato dalle chat tra i due indagati. Non ci sarebbe niente di male se si fossero semplicemente confrontati sul bando, come previsto in un appalto di questo tipo. Invece, sospettano gli inquirenti, Melchior avrebbe avvisato Magliari del ritiro degli avversari in cambio del versamento di un corrispettivo in denaro. Una presunta mazzetta su cui i finanzieri stanno cercando riscontri dopo le perquisizioni e i sequestri di documenti, pc e telefoni nel doppio blitz in corso Bramante e negli uffici della società vincitrice dell’appalto: «Il mio assistito nega l’incontro o qualsiasi tipo di soffiata via telefonata o messaggio» riferisce l’avvocato Michele Galasso, che assiste Melchior.

Eppure negli atti dell’inchiesta restano quelle due percentuali considerate sospette, riportate nei verbali della commissione di gara che ha aperto le buste con le offerte (cui ha partecipato, come delegato dal Consorzio, proprio Magliari). Lo si legge anche nel decreto del 24 settembre 2024 con cui il commissario Corsini ha aggiudicato in via definitiva l’opera al Consorzio Sis e Abp Nocivelli. Per gli inquirenti, sarebbero la dimostrazione che il futuro vincitore sapeva di essere l’unico concorrente dopo la rinuncia degli avversari. Quindi poteva permettersi di offrire un ribasso simbolico, da neanche 500 euro, per essere sicuro di aggiudicarsi comunque un appalto miliardario. La replica di Dogliani, riportata ieri a Repubblica, è che un’offerta di quelle dimensioni non si cambia nel giro di 24 ore: «Era pronta da settimane: non si scrive un numero del genere su un foglietto, servono documenti copiosi con asseverazioni bancarie e terzi che intervengono». Per questo l’impresa si dice tranquilla di poter dimostrare la correttezza dell’operato del dipendente, forti di chat formali e non compromettenti. Presenteranno comunque una memoria scritta e una richiesta di interrogatorio per Magliari, che verranno inviate alla procura nei prossimi giorni.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »