Lazio

un monoblocco hi-tech e un campus aperto alla città

L’attesa è finita. Dopo il via libera della Soprintendenza alle demolizioni, Regione Lazio e Sapienza svelano il futuro del Policlinico Umberto I.

A presentare il progetto sono stati il presidente Francesco Rocca e la rettrice Antonella Polimeni: un piano ambizioso che supera la storica frammentazione dei padiglioni per dare vita a un grande “monoblocco articolato”, moderno e funzionale, affacciato su viale dell’Università.

Il progetto, firmato dalle docenti Anna Maria Giovenale e Guendalina Salimei, prevede una trasformazione radicale dell’area. Verranno demoliti i padiglioni di Otorinolaringoiatria, Urologia e Malattie Infettive, con il recupero dell’aula Giunchi, per fare spazio a una nuova struttura centrale.

Qui troveranno posto tutte le degenze (ad eccezione della pediatria), i blocchi operatori, le terapie intensive e un Pronto soccorso di nuova generazione. Le camere saranno a due letti, tutte con servizi privati. I posti letto complessivi saliranno da 1.050 a 1.170.

Parallelamente, i padiglioni storici che non ospiteranno più funzioni sanitarie verranno riconvertiti in servizi universitari: residenze per studenti e visiting professor, biblioteche, aule studio, spazi per la ristorazione e il tempo libero.

L’obiettivo è trasformare l’area in un vero campus sul modello anglosassone, permeabile e aperto al quartiere.

Il progetto ridisegna anche la viabilità. In accordo con Roma Capitale, viale del Policlinico diventerà pedonale: stop al traffico privato, spazio a pedoni e biciclette, con una corsia dedicata alle ambulanze.

L’asfalto lascerà il posto a nuove pavimentazioni in pietra, alberature, cortili attrezzati e aree di socialità. Previsti anche un parcheggio interrato e la valorizzazione dei reperti archeologici oggi nascosti sotto il sedime stradale.

«I cantieri non interromperanno le attività sanitarie», ha assicurato il direttore generale dell’Umberto I, Fabrizio D’Alba. Dopo la fase progettuale partirà la gara d’appalto. L’obiettivo, secondo Rocca, è arrivare all’inaugurazione entro la fine del 2030.

Un progetto promosso anche dall’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia: «È la dimostrazione che interventi complessi possono trovare un equilibrio tra innovazione, tutela storica e nuove esigenze urbane».

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