«Un Fondo regionale contro la desertificazione delle aree interne» – Cronache Fermane
«Nelle zone interne delle Marche un Comune su tre è privo di una stazione di rifornimento. Un dato allarmante che conferma la progressiva e inaccettabile cancellazione dei presidi di prossimità nelle aree interne. Dopo lo smantellamento degli sportelli bancari e i tagli operati da Poste Italiane, si sta consumando l’ennesimo impoverimento dei territori montani e pedemontani, con gravi disagi per residenti, lavoratori e attività economiche». A sollevare il problema è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, che ha depositato un’interpellanza per sollecitare la Giunta regionale su precise politiche d’investimento a tutela di queste infrastrutture primarie.
«La presenza di una pompa di benzina nei piccoli centri con meno di mille abitanti – afferma Cesetti – non rappresenta una semplice attività commerciale, ma un vero e proprio servizio pubblico. La chiusura dell’unico impianto in paese costringe le comunità — in particolare gli anziani o chi non dispone di mezzi propri — e le imprese locali a percorrere decine di chilometri solo per fare il pieno. È una dinamica che aumenta l’isolamento, alimenta lo spopolamento e vanifica qualsiasi strategia di rilancio turistico dei borghi».
Cesetti cita gli esempi virtuosi di diversi Comuni marchigiani, tra cui Monte San Martino, Force, Montedinove, Castignano e Ripatransone, che hanno scelto la gestione diretta o la salvaguardia dell’impianto locale: «L’intervento diretto delle Amministrazioni comunali permette persino di calmierare i prezzi alla pompa, tutelando le famiglie dai rincari e sottraendo i cittadini alle speculazioni e alle logiche di puro profitto dei colossi petroliferi. Tuttavia i sindaci non possono essere lasciati soli ad affrontare i costi operativi o i rischi gestionali, come dimostrano i recenti casi di impianti ceduti a soggetti privati per mancanza di sostenibilità finanziaria. È indispensabile un supporto strutturale da parte della Regione».
«Servono risposte immediate e strumenti concreti – spiega l’esponente dem – come l’istituzione di un Fondo regionale dedicato nel prossimo bilancio triennale per sostenere l’acquisizione, la realizzazione e la gestione delle stazioni nei piccoli Comuni e nelle aree interne. A questo devono affiancarsi risorse mirate e finanziamenti europei per l’ammodernamento e l’efficientamento energetico delle strutture, oltre all’apertura di un Tavolo di confronto con Anci, Upi e Unioni Montane. Questo può avvenire già nel Defr e nella manovra 2027-2029, purché la Giunta regionale comprenda che garantire la rete di rifornimento nell’entroterra non è un costo, ma un investimento essenziale per restituire pari dignità e piena cittadinanza a tutte le Marche».
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