Un fiore e una preghiera, omaggio alle mamme che non ci sono più – Torino Oggi

La festa della mamma che non c’è più si vive con malinconia, nostalgia, ma anche tenerezza. È un momento che richiama l’amore che si tinge di dolcezza con i colori dei fiori più belli, perché comunque la mamma ci sarà sempre, nei ricordi e nel cuore.
Un omaggio ai loro sorrisi che hanno riempito anime e vite, guidando i nostri passi di bambini, in cui sognavamo mondi in cui loro ci sarebbero state sempre, perché mamma voleva dire amore e l’amore non conosce la parola fine.
Dolci e talvolta severe, ma sempre dalla nostra parte anche quando ci dicevano un secco «no». Omaggio alla loro tenacia, che ci ha permesso, con sacrificio, di essere ciò che siamo, qualunque cosa siamo.
Di loro ci parlano ancora le foto ingiallite o in bianco e nero, mostrandoci quella tenerezza infinita negli sguardi e nelle premure della nostra lontana infanzia.
Un omaggio alle mamme diventate nonne, soprattutto per quelle mani rugose che hanno continuato ad accarezzarci e per quei capelli dalle acconciature che non si usano più, divenuti fili bianchi prima che ce ne accorgessimo.
Un omaggio a quelle mamme che non ci sono più, che ci osservano da un cielo lontano eppure così vicino, che non si vedono ma ci sono, che non si toccano, ma ci accarezzano. Auguri ovunque voi siate. E grazie.




