Toscana

Un comune su quattro senza sportello bancario”, l’allarme di Cna. “Oltre 14mila residenti privi del servizio


“Arezzo e la sua provincia fanno i conti con un fenomeno che, numeri alla mano, sta cambiando profondamente il rapporto tra cittadini, imprese e servizi finanziari. Su 36 Comuni della provincia, infatti, 9 sono oggi privi di sportelli bancari: un Comune su quattro, pari al 25% del totale”. E’ questo il grido d’allarme lanciato da Cna. 
In provincia di Arezzo si contano complessivamente 128 sportelli bancari, dato aggiornato al 31 dicembre 2025. Di questi, 38 si trovano nel capoluogo, 10 a Cortona e 9 a Montevarchi. Il rapporto è di 38,4 filiali ogni 100mila abitanti e di 242 imprese per ogni sportello.
I Comuni completamente privi di filiali sono Capolona, Castel San Niccolò, Chiusi della Verna, Sestino, Badia Tedalda, Talla, Ortignano Raggiolo, Montemignaio e Chitignano. Il fenomeno riguarda soprattutto i territori di minori dimensioni e si concentra in particolare in Casentino. Capolona è il Comune senza sportello con il maggior numero di residenti e di unità locali, mentre Castel San Niccolò e Sestino hanno perso l’ultima filiale proprio nel corso del 2025.
Complessivamente sono 14.844 i residenti della provincia di Arezzo che vivono in un Comune privo di questo servizio. “La desertificazione bancaria assume quindi una marcata dimensione sociale – sottolinea il presidente di CNA Arezzo Fabio Mascagni –. Nei Comuni senza sportello vivono 4.520 persone con almeno 65 anni, una quota particolarmente rilevante in territori nei quali gli spostamenti sono spesso più difficili e le competenze digitali meno diffuse”.
Il problema riguarda però anche il tessuto produttivo. Nei nove Comuni senza filiali bancarie si contano 1.114 unità locali e 3.956 addetti privi di uno sportello sul proprio territorio: il dato più critico a livello regionale. Arezzo è inoltre la seconda provincia della Toscana, dopo Lucca, per numero di Comuni senza filiale bancaria.
Il quadro locale si inserisce in una tendenza nazionale ormai consolidata. In dieci anni l’Italia ha perso più di un terzo degli sportelli bancari. Tra il 2015 e il 2025 la rete è passata da 30.258 a circa 19.140 filiali, con oltre 11mila presìdi in meno e una contrazione del 36,7%. Oggi quasi il 44% dei Comuni italiani non dispone di una filiale bancaria.
In Toscana, secondo i dati del 2025, si contano 1.418 sportelli, pari a 38,8 ogni 100mila abitanti. Sono 31 i Comuni toscani privi di filiali, per un totale di 54.844 residenti, 3.635 unità locali e 10.730 addetti senza un presidio bancario nel proprio territorio.
“La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta certamente un’opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori – conclude Mascagni –. Per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione o in una procedura automatizzata. Servono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Quando chiude una filiale si allontana un punto di riferimento per famiglie, anziani e attività economiche. Per questo la transizione digitale deve procedere insieme al mantenimento di una presenza concreta e accessibile nei territori”.


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