Bedouine – Live @ Gretchen Club (Berlino, 29/08/2026)

Bedouine è nata ad Aleppo in Siria, ma la sua famiglia è di origini armene e ha vissuto anche in Arabia Saudita oltre che negli Stati Uniti, dove risiede ormai da tanti anni.
La quarantunenne musicista di stanza a Los Angeles ha esordito nel 2017 con il full-length che porta il suo stesso nome, pubblicato dalla Spacebomb Records di Matthew E. White, seguito poi da altri tre ulteriori LP, il più recente dei quali, “Neon Summer Skin“, è uscito a giugno via Thirty Tigers.
Prodotto dalla stessa Azniv Korkejian e dal suo fido collaboratore Gus Seyffert (Beck, Michael Kiwanuka), il disco vede numerosi ospiti importanti tra cui Jonathan Rado dei Foxygen e i fratelli Micheal e Brian D’Addorio dei Lemon Twigs.
La musicista di stanza in California torna in Europa proprio oggi per presentare il suo nuovo disco e lo fa al Gretchen Club, situato a Kreuzberg, all’interno dell’edizione 2026 del Berlin Folk Festival.
Distribuito in un’unica giornata, questo festival gode di due palchi all’interno della venue berlinese: l’inizio della giornata è in realtà fissato per le tre del pomeriggio, ma noi arriviamo colpevolmente tardi e riusciamo ad ascoltare un paio di concerti prima dell’headliner, quello della californiana Mia Wilson sul Power Stage e quello dei vivaci Scott & Lila, residenti a Berlino ed eroi locali, ma in realtà franco-statunitensi.
Il set di Bedouine, sul Power Stage, comprende “Neon Summer Skin” nella sua interezza e, in seguito, alcune perle estratte dai suoi precedenti tre album.
Proprio come il suo LP più recente, il disco si apre con la bellissima “On My Own”, costruita su piano e sei corde: a parte qualche piccola accelerazione chitarristica, il brano è incredibilmente delicato e sembra rispecchiare la delicatezza di Bedouine, ma allo stesso tempo non manca una grandissima eleganza, mentre il livello di emotività raggiunge sin da subito livelli che diventano davvero difficili da descrivere con poche parole.

Si procede poi con il romanticismo di “Long Way To Fall”, che allo stesso tempo non nasconde una certa vena malinconica: deliziose le sue armonie e la sua gentilezza, ma anche in mezzo a tanta dolcezza, la musicista nativa di Aleppo ci sorprende con qualche schitarrata. Se ovviamente in questa versione live mancano gli archi presenti sul disco, la bellezza di questa canzone sa comunque toccare i cuori dei numerosi presenti.
Sebbene non ci siano i fiati dell’album, anche “One Thing Right” è una perla rara e incredibile con quella sua delicatezza e soprattutto con quella raffinatezza dai profumi jazzy dal ritmo tranquillo e dal drumming superrilassato.
“It’s about my mum“, spiega Azniv introducendo “Canopies” e anche qui le emozioni sono davvero incredibili, sebbene si senta la malinconia nella voce della Korkejian.
Subito dopo ecco “Deghma Cheega”, canzone cantata in lingua armena: la sua delicatezza, invece, ci porta verso il sud America e precisamente verso interessanti spunti Bossa Nova con leggere percussioni e soluzioni sonore tutte da scoprire.
Anche nella successiva “Na Na Na” appare qualche percussione, ma soprattutto la sua gentilezza jazzy, le armonie e una dolcezza fantastica nella voce di Bedouine, mentre il coro tende a farsi leggermente più poppy.
Terminata la parte dedicata a “Neon Summer Skin”, ecco alcune canzoni vecchie come “Nice And Quiet”, altro brano decisamente sweet e ricco di intimità, dove il ritmo riesce anche a farsi più vivace in alcuni momenti.
Ancora un passo avanti e troviamo “Solitary Daughter”, “la prima canzone che ho scritto come Bedouine“, rivela Azniv al pubblico tedesco. Tra l’organo e i morbidi arpeggi della sua chitarra acustica, i presenti possono godere della bellissima intimità di questo pezzo.
A chiudere ci pensa la delicatezza di “One Of These Days”, gentile, folky e piena di sentimenti.
Quasi ottanta minuti di bellezza pura che ci hanno mostrato una musicista in crescita che sa anche uscire dai confini del suo genere principale, il folk, per esplorare nuove sonorità, ma che allo stesso tempo continua a regalare emozioni uniche. Un’esperienza unica!
Source link




