“Un altro mondo è diventato urgente” – Lavocedigenova.it
AGGIORNAMENTO ORE 19,30 Il corteo ha raggiunto piazza De Ferrari. Diecimila persone hanno preso parte alla manifestazione che da piazza Alimonda ha attraversato il centro città.
Dopo aver murato la sede di Casa Pound in via Montevideo, il corteo ha lasciato la zona dove venticinque anni fa venne ucciso Carlo Giuliani.
Giunti davanti alla sede di Confindustria, sono stati sparati dei petardi verso il grattacielo.
AGGIORNAMENTO ORE 17,30 Ha preso il via pochi minuti fa da piazza Alimonda il corteo nazionale organizzato da Genova Antifascista nel venticinquennale dei fatti del G8.
Circa cinquemila persone, provenienti da diverse regioni italiane e non solo, stanno attraversando le strade di Genova per giungere fino in piazza De Ferrari.
Davanti alla sede di Casapound, in via Montevideo, la scritta ‘Zona denazificata’ sulla porta.

Venticinque anni dopo quel drammatico luglio del 2001, in migliaia hanno scelto di ritrovarsi a Genova per ricordare i drammatici fatti del G8.
Dopo il presidio davanti alla scuola Diaz, teatro di un blitz da parte della Polizia che vide il massacro di numerosi attivisti e reporte, un primo corteo ha raggiunto piazza Alimonda, piazza dove venne ucciso Carlo Giuliani, dove in centinaia di stanno radunando per dare vita al grande corteo nazionale che raggiungerà piazza De Ferrari nel tardo pomeriggio.
Imponenti i controlli delle forze dell’ordine e diversi mezzi della Polizia sono stati disposti a presidio della sede di Casa Pound, in via Montevideo.

Il corteo nazionale, intitolato significativamente “Nessun Rimorso”, attraverserà via Tolemaide e via XX Settembre, ricalcando i luoghi degli scontri di un quarto di secolo fa, per concludersi in quella piazza De Ferrari che allora era blindata all’interno della “zona rossa”.
Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum nel 2001, ha ricordato con amarezza la sensazione di abbandono vissuta in quei giorni: “Lo Stato con le sue leggi e garanzie ci aveva abbandonato. Eravamo soli”. Agnoletto ha tracciato un parallelo inquietante tra il passato e il presente: se nel 2001 si cercò di “sospendere la Costituzione“, oggi i nuovi decreti sicurezza mirano a ridurre sistematicamente lo spazio per il dissenso.
Agnoletto si è poi spostato sulla crisi globale. “Se 25 anni fa un altro mondo era possibile, oggi è diventato urgente”, ha dichiarato, citando dati drammatici: il 40% dell’umanità possiede meno del 3% della ricchezza mondiale. La guerra, secondo l’attivista, non è un evento casuale ma il prodotto di un modello di sviluppo dominato da fondi finanziari che speculano su distruzione e ricostruzione.
Nonostante il tempo trascorso, il movimento appare vivo e rinnovato. Agnoletto sottolinea come lo “zoccolo duro” del 2001 continui ad animare migliaia di esperienze quotidiane: dai doposcuola per i figli dei migranti agli sportelli per il diritto alla salute. Il messaggio finale è rivolto alle opposizioni politiche: per riportare i giovani al voto non servono “cerotti“, ma il coraggio di rappresentare un’altra idea di società, un’utopia concreta per un mondo più giusto.
Le celebrazioni non si fermeranno qui. Per lunedì 20 luglio è previsto il tradizionale presidio in piazza Alimonda “Per non dimentiCarlo”, mentre la chiusura del venticinquennale avverrà martedì 21 con una suggestiva fiaccolata notturna che terminerà davanti ai cancelli della scuola Diaz. Genova dimostra, ancora una volta, di non voler dimenticare.




