Ultimo (cantautore) – Soundsblog
Scopri chi è Ultimo, l’ultimo cantautore italiano che ha conquistato l’Italia con melodie e testi sinceri. La storia di Niccolò Moriconi da Roma a Sanremo.
6 Luglio 2026 16:18
Ultimo, il cantautore romano che ha conquistato l’Italia: tutto quello che c’è da sapere su Niccolò Moriconi
C’è un nome che, negli ultimi anni, ha cambiato il volto della musica pop italiana, portando nelle classifiche un mix di melodia, parole vere e una sensibilità rara per la sua generazione. Stiamo parlando di Ultimo, l’ultimo cantautore italiano capace di far emozionare milioni di persone con una chitarra, un pianoforte e testi che sembrano usciti direttamente da un diario segreto. Dietro il nome d’arte si nasconde Niccolò Moriconi, romano doc, classe 1996, che a soli 30 anni può già vantare un percorso artistico da manuale. Ma come si arriva da un conservatorio di Roma a vincere Sanremo? La storia è più affascinante di quanto si pensi.
Chi è davvero Ultimo: il cantautore italiano che viene da Roma
Niccolò Moriconi nasce il 27 gennaio 1996 a Roma, città che resterà sempre al centro della sua identità artistica e personale — non a caso, ci vive ancora oggi. Il nome d’arte Ultimo non è scelto a caso: in italiano significa semplicemente “Last”, l’ultimo, quasi un manifesto di chi vuole arrivare dopo aver aspettato il momento giusto, oppure di chi si sente sempre un po’ ai margini del sistema. Una scelta di campo, prima ancora che di marketing.
Quello che pochi sanno è che la sua storia con la musica comincia da bambino, in modo tutt’altro che improvvisato. All’età di 8 anni, Niccolò inizia a studiare pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, una delle istituzioni musicali più prestigiose d’Italia. Non è il classico ragazzino che impara tre accordi di chitarra in cameretta: c’è una formazione solida, accademica, che poi si fonde con la voglia di raccontare storie in musica. A 14 anni scrive già le prime canzoni, segno che il talento compositivo era lì, pronto ad esplodere.
Il salto: dal concorso Honiro al debutto ufficiale
La svolta arriva nel 2016, quando Ultimo vince il concorso organizzato da Honiro per artisti emergenti nel panorama hip hop. Un dettaglio interessante, questo: la sua carriera parte da un contesto legato al rap e all’urban, ma la sua voce e la sua penna lo portano rapidamente verso territori più melodici e cantautorali. È con Honiro che firma il suo primo contratto discografico, e il sodalizio dura fino al 2020.
Il marzo 2017 segna un altro momento chiave: esce ‘Chiave’, il suo singolo di debutto ufficiale. La canzone apre le porte a un pubblico che non si aspettava di trovare, nel panorama pop italiano, una voce così personale e diretta. Pochi mesi dopo, nell’ottobre 2017, arriva il primo album: ‘Pianeti’. Il disco ottiene la certificazione platino, un risultato straordinario per un esordiente, e lancia Ultimo come uno degli artisti più promettenti della sua generazione. I fan — che nel tempo diventeranno una delle fanbase più appassionate d’Italia — iniziano già a riconoscersi nelle sue parole.
Sanremo 2018: la vittoria che ha cambiato tutto
Se c’è un momento che ha segnato il punto di non ritorno nella carriera di Ultimo, quello è senza dubbio il Festival di Sanremo 2018. Niccolò partecipa nella categoria Nuove Proposte con il brano ‘Il ballo delle incertezze’ e vince. Un trionfo netto, che non passa inosservato nemmeno agli osservatori più scettici. Sanremo, si sa, è il palcoscenico più importante della musica italiana — il Festival di Sanremo ha una storia che risale al 1951 e resta ancora oggi il termometro della canzone pop nel nostro Paese. Portarsi a casa il premio nella categoria dedicata ai giovani talenti significa entrare di diritto nel cerchio degli artisti da tenere d’occhio.
La vittoria non è solo un riconoscimento simbolico: è il trampolino che proietta Ultimo cantautore italiano su scala nazionale, facendolo uscire dalla nicchia dei fan precoci per raggiungere un pubblico molto più ampio. ‘Il ballo delle incertezze’ diventa una di quelle canzoni che restano in testa, con quella capacità tipica del suo stile di mescolare fragilità e determinazione in pochi versi.

Lo stile artistico: voce, chitarra, pianoforte e parole che pesano
Parlare di Ultimo senza parlare del suo approccio alla musica sarebbe un errore. Il suo genere di riferimento è il pop, ma con radici profonde nella tradizione cantautorale italiana. Gli strumenti che padroneggia — voce, chitarra e pianoforte — sono quelli di un artista che ha costruito la propria identità sonora nel tempo, a partire da quella formazione classica al Conservatorio di Santa Cecilia.
Ciò che lo distingue da molti suoi coetanei è la centralità del testo. Le sue canzoni non sono mai decorative: raccontano relazioni, insicurezze, la città, il tempo che passa. È questo che fa di lui un vero ultimo cantautore italiano nel senso più nobile del termine — uno che mette la parola al centro, prima ancora della produzione. Non a caso, la sua pagina Wikipedia in inglese lo descrive esplicitamente come singer-songwriter, sottolineando il doppio ruolo di interprete e autore.
L’indipendenza: nasce Ultimo Records
Nel 2020 arriva una scelta che dice molto sulla personalità di Niccolò Moriconi: lascia Honiro e fonda la propria etichetta discografica, Ultimo Records, con cui lavora tuttora. Una mossa che non sorprende chi lo conosce: da sempre geloso della propria autonomia artistica, Ultimo sceglie di controllare in prima persona il suo percorso, senza intermediari tra lui e la musica. È un segnale forte, in un’industria dove l’indipendenza vera — non quella di facciata — è ancora un privilegio di pochi.
Questa transizione segna anche una maturazione nella sua carriera: non più solo l’emergente di Sanremo, ma un artista che costruisce un sistema intorno alla propria visione. Un ultimo cantautore italiano che non si accontenta di stare nel gioco, ma vuole dettarne le regole.
Perché Ultimo fa ancora discutere (e piacere) nel 2026
A 30 anni, con una carriera attiva dal 2016, Niccolò Moriconi è uno di quegli artisti che continuano a tenere banco nel panorama musicale italiano. La sua fanbase non accenna a raffreddarsi, e ogni suo movimento — discografico o pubblico — alimenta il dibattito sui social e nei media specializzati. Il segreto, probabilmente, sta in quella combinazione di autenticità e mestiere che si costruisce solo con anni di lavoro serio: dal Conservatorio di Santa Cecilia alle classifiche, passando per Sanremo e l’indipendenza discografica.
Quello che Ultimo rappresenta oggi è qualcosa di più di un semplice successo commerciale: è la prova che in Italia c’è ancora spazio per un cantautore che sceglie le parole con cura, suona dal vivo e non si nasconde dietro le maschere del personaggio costruito a tavolino. E in un mercato musicale sempre più dominato da trend effimeri, questa è già una notizia.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’AI e sottoposto a revisione editoriale.
Source link




