Ue: contro la crisi energetica flessibilità e aiuto ai settori più esposti
Per far fronte alla situazione energetica, tra le proposte avanzate dalla Commissione europea per affrontare nel breve e in un più lungo termine la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili, c’è quella di una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato. Come specificato in una nota di Bruxelles, «la Commissione adotterà anche un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che fornirà maggiore flessibilità ai governi nazionali, comprese misure di emergenza a sostegno dei settori economici più esposti». Inoltre, per «proteggere i consumatori, compreso il settore industriale, dai picchi di prezzo» si «può includere programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di leasing sociale, riducendo le accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili».
Inoltre, di chaiara la Commissione, di fronte al fatto che «per la seconda volta in meno di cinque anni, gli europei stanno pagando il prezzo della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati» la «Commissione aiuterà gli Stati membri a utilizzare al meglio i finanziamenti Ue disponibili» per «accelerare la transizione verso un’energia pulita e prodotta localmente». La Commissione europea sottolinea che «tuttavia, i soli fondi pubblici non saranno sufficienti a coprire le ingenti esigenze di investimento (660 miliardi di euro all’anno fino al 2030) per la transizione energetica». Alla luce di questa considerazione, «per mobilitare gli investimenti privati, la Commissione ha pertanto adottato una strategia di investimento nell’energia pulita nel marzo 2026. La Commissione organizzerà un Vertice sugli investimenti nell’energia pulita che riunirà il settore dei servizi finanziari, compresi i principali investitori istituzionali, i leader industriali, gli sviluppatori di progetti e gli enti finanziatori pubblici per accelerare i finanziamenti privati».
Il piano «Accelerate Eu»: voucher energetici, trasporti pubblici più economici
Tra le misure raccomandate dalla Commissione europea nel piano «Accelerate Eu», adottato per far fronte alla crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente, troviamo voucher energetici per le famiglie più vulnerabili, trasporti pubblici più economici e taglio dei riscaldamenti. Il pacchetto punta su una riduzione volontaria dei consumi, soprattutto nei settori più energivori come riscaldamento e mobilità. Rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, è stato eliminato l’invito a imporre almeno un giorno di telelavoro obbligatorio alle imprese. Tra le altre indicazioni, Bruxelles suggerisce incentivi fiscali mirati – incluso il leasing sociale per le famiglie più fragili – per favorire la diffusione di tecnologie pulite come batterie, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e infissi ad alta efficienza. Spazio anche a soluzioni per la mobilità sostenibile, con il rafforzamento del car sharing e la promozione dei veicoli elettrici.
Da Bruxelles arriva anche l’invito, non vincolante, a valutare l’introduzione di prezzi regolamentati temporanei mirati per le famiglie vulnerabili, a introdurre tagli mirati alle accise sull’elettricità e a facilitare il passaggio a contratti più economici. Guardando alle imprese, l’esecutivo suggerisce la promozione di programmi di finanziamento per le energie rinnovabili e l’efficienza. Rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, è stato eliminato anche l’invito a tenere chiusi gli edifici pubblici quando possibile e a obbligare le aziende a evitare i viaggi aerei per motivi di lavoro, riducendo al minimo i voli per i dipendenti del settore pubblico. Escluso dalla comunicazione definitiva anche il suggerimento a promuovere zone a traffico limitato per favorire la mobilità sostenibile e a organizzare giornate senza auto o giorni a accesso alternato per le auto private nelle città.
Nuovo Osservatorio sui carburanti
Inoltre, specifica la Commissione, verrà istituito un nuovo Osservatorio sui carburanti per monitorare la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburanti per i trasporti nell’Ue. Ciò consentirà di individuare rapidamente potenziali carenze e, in caso di rilascio di scorte di emergenza, di adottare misure mirate per mantenere una distribuzione equilibrata dei carburanti. Come priorità iniziale dell’Osservatorio, la Commissione si coordinerà con gli Stati membri, i fornitori di carburante e il settore dell’aviazione (aeroporti e compagnie aeree) per reperire fonti alternative di carburante per aerei e proporrà misure per ottimizzarne la distribuzione tra gli Stati membri al fine di garantirne la disponibilità in tutte le regioni e in tutti gli aeroporti. La Commissione valuterà la necessità di rivedere le norme Ue sulle scorte strategiche per includere requisiti specifici per il carburante per aerei. Inoltre, la Commissione pubblicherà chiarimenti sulle flessibilità esistenti nel quadro legislativo dell’Ue in materia di aviazione, in particolare per quanto riguarda le norme relative agli slot aeroportuali, alle operazioni di rifornimento in volo, agli obblighi di servizio pubblico e all’uso di altri carburanti importati, al fine di affrontare le conseguenze di potenziali carenze di carburante sulle operazioni di trasporto aereo, garantendo il corretto funzionamento del mercato unico e la sicurezza della connettività aerea essenziale. Qualora la situazione dovesse peggiorare e le flessibilità esistenti non fossero più sufficienti, la Commissione proporrà, ove giustificato, modifiche temporanee al quadro legislativo dell’Ue.
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