Uccise la figlia a Mascalucia, chiede perdono: «Ho fatto qualcosa di orribile»
«Ho fatto qualcosa di orribile: ho ucciso mia figlia. Perdonatemi». Così Martina Patti, in videocollegamento con l’aula della Corte d’assise d’appello di Catania, durante il processo di appello per l’omicidio della figlioletta di cinque anni a Mascalucia, ha chiesto perdono. La donna ha lanciato anche un appello per avere la possibilità di accedere al percorso della giustizia riparativa.
La richiesta è stata avanzata formalmente alla Corte dall’avvocato Tommaso Tamburino che, con il collega Gabriele Celesti, difende Martina Patti, la giovane donna di 26 anni che il 12 luglio del 2024 è stata condannata a 30 anni di reclusione per l’omicidio della figlia Elena, di quasi 5 anni, che la donna, rea confessa, ha ucciso con un’arma da taglio nel giugno 2022 e poi ha seppellito in un campo vicino casa, a Mascalucia, simulando il rapimento della bambina.
La richiesta dei difensori è stata avanzata dopo che l’imputata, ha chiesto «perdono» per l’uccisione della figlia, per avere «fatto qualcosa di orribile».
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