Umbria

Turismo in Umbria 5,7 milioni di presenze in 8 mesi: da stranieri 200 mln di euro di pernottamenti

Quasi 5,7 milioni di presenze nei primi otto mesi dell’anno e un valore stimato di 196,3 milioni di euro generato dai soli pernottamenti dei turisti stranieri. Il turismo umbro continua a crescere nel 2026, ma la Regione prova a cambiare il modo in cui misura il fenomeno: non soltanto quanti visitatori arrivano, ma quanto si fermano, dove dormono e quale valore economico producono.

Tra gennaio e agosto sono stati registrati 2.102.894 arrivi e 5.687.359 presenze, rispettivamente il 3,9% e il 3,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il confronto con il 2024 porta la crescita al 12% per gli arrivi e al 12,6% per le presenze. Rispetto al 2023 gli incrementi arrivano invece al 17,6% e al 18,8%. I dati sono quelli delle rilevazioni regionali e sono ancora provvisori.

Il rapporto tra arrivi e pernottamenti porta la permanenza media nei primi otto mesi a circa 2,7 notti. È un dato che si inserisce in una tendenza di soggiorni ancora relativamente brevi: nell’intero 2025 la permanenza media in Umbria era stata di 2,62 giorni, con 3,12 giorni per gli stranieri e 2,37 per gli italiani.

È sulla componente internazionale che la Regione ha elaborato una nuova lettura economica dei flussi. Secondo l’analisi regionale, nei primi otto mesi del 2026 le presenze straniere avrebbero generato un valore stimato di 196.274.492 euro considerando esclusivamente il valore medio dei pernottamenti nelle diverse tipologie ricettive. Non sono quindi compresi ristoranti, trasporti, commercio, attrazioni, servizi e tutte le altre spese effettuate dai visitatori.

Gli Stati Uniti risultano il primo mercato per valore stimato, con oltre 32 milioni di euro. Seguono Germania con 21,1 milioni, Paesi Bassi con 17,5 milioni, Regno Unito con 16,2 milioni e Francia con 10,1 milioni.

La composizione cambia anche in base al tipo di ospitalità. Gli statunitensi generano circa 5,3 milioni di euro nei cinque stelle e cinque stelle lusso e 9,46 milioni nei quattro stelle. Germania e Paesi Bassi presentano invece una maggiore presenza nelle strutture agrituristiche, nelle locazioni turistiche e nell’ospitalità diffusa.

«Non esiste un unico turista internazionale e quindi non può più esistere un’unica promozione internazionale», sostiene l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni, secondo cui la strategia dovrà distinguere i mercati anche in base ai comportamenti di viaggio e alla ricaduta economica.

Nel frattempo continua ad aumentare anche l’offerta ricettiva. Al 30 giugno 2026 l’Umbria contava 8.959 strutture e locazioni turistiche per 114.050 posti letto. L’extralberghiero comprendeva 8.522 strutture e locazioni, il 9,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le sole locazioni turistiche erano 3.906, contro le 3.183 dell’anno precedente: 723 in più, pari a una crescita del 22,7%.

Il dato conferma un cambiamento dell’offerta già visibile negli anni precedenti. A fine 2025 le strutture e locazioni erano 8.649, con 112.132 posti letto; la Regione segnalava in particolare la crescita delle locazioni turistiche.

Nel secondo trimestre 2026, inoltre, la permanenza media complessiva era di 2,5 giorni, mentre l’indice di utilizzo medio dei posti letto era del 22,86%. Quest’ultimo dato indica che, considerando il rapporto tra presenze e posti letto disponibili, la capacità ricettiva regionale resta utilizzata solo per poco meno di un quarto nel periodo considerato.

Uno dei dati utilizzati dalla Regione per individuare i margini di crescita riguarda la Cina. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati registrati 16.823 arrivi e appena 19.636 presenze. Significa una permanenza media di poco superiore a una notte.

È una differenza che rende evidente uno dei problemi su cui la promozione turistica regionale intende intervenire: una parte dei visitatori internazionali può arrivare in Umbria come tappa di un itinerario più ampio senza trasformare il passaggio in un soggiorno più lungo.

La strategia indicata da Meloni punta quindi sulla differenziazione delle campagne in base ai mercati, utilizzando i dati sui comportamenti dei visitatori per scegliere destinazioni, esperienze e canali di comunicazione.

Tra gli strumenti che la Regione sta valutando c’è anche la pubblicità sulle piattaforme di intelligenza artificiale conversazionale. L’idea della Regione è intercettare il potenziale turista prima della scelta definitiva della destinazione, quando sta chiedendo a un sistema di intelligenza artificiale di confrontare luoghi, costruire itinerari e individuare esperienze.

«Una destinazione non viene scoperta soltanto attraverso un manifesto, uno spot o una ricerca tradizionale», dice Meloni. «Sempre più persone utilizzano l’intelligenza artificiale per immaginare un viaggio, confrontare destinazioni, costruire itinerari e scegliere esperienze».

La prossima campagna regionale sarà presentata al Ttg di Rimini e sarà dedicata all’autunno e all’inverno, con il claim “Vivere l’Umbria è vivere davvero” e un’offerta incentrata su foliage, tartufo, olio extravergine, produzioni tipiche e altre esperienze stagionali.

La questione, per l’Umbria, diventa così quella di trasformare la crescita dei flussi in una maggiore durata dei soggiorni e in una distribuzione più ampia dei visitatori tra territori e periodi dell’anno. I numeri dei primi otto mesi mostrano che gli arrivi e le presenze stanno aumentando; la nuova sfida della Regione è capire dove e come questa crescita produce valore.

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