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Trump crea la task force IA

Clayton, il nuovo referente del governo statunitense per l’intelligenza artificiale, è un avvocato dal profilo sobrio e con un passato ricco di incarichi prestigiosi; apprezzato sia dai politici che dagli imprenditori, la sua nomina da parte di Donald Trump testimonia una nuova attenzione verso i rischi legati all’IA.

Il sessantenne ricoprirà questo ruolo in concomitanza con quello di direttore dell’intelligence statunitense, incarico che detiene da poco più di due mesi.

Walter Joseph Clayton III – questo il suo nome completo – è approdato al servizio pubblico solo in una fase avanzata della sua carriera, avendo dedicato la maggior parte del suo percorso professionale al diritto societario nel settore privato. Dietro le quinte, ha lavorato a grandi operazioni, tra cui l’acquisizione di Bear Stearns o di Lehman Brothers durante la crisi finanziaria e la quotazione in borsa del colosso cinese Alibaba nel 2014. Nel 2017, Donald Trump, all’inizio del suo primo mandato, lo nomina alla guida dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, la Sec.

A suo favore gioca l’esperienza lavorativa presso la banca Goldman Sachs, condivisa con diversi altri membri dell’amministrazione Trump. Può inoltre contare su una profonda conoscenza dei regolamenti della Sec e su un approccio benevolo verso l’industria finanziaria, in netto contrasto con la fermezza della sua predecessora, Mary Jo White.

Il suo mandato è stato caratterizzato da una politica normativa favorevole al libero funzionamento del mercato e da diverse azioni legali contro operatori del settore delle criptovalute, pur senza avviare una regolamentazione specifica del comparto.

Dopo essere tornato nel settore privato nel 2020, questo ex giocatore di football universitario è stato richiamato da Donald Trump nel 2025 per assumere l’incarico di procuratore federale di Manhattan e, successivamente, nella primavera del 2026, per guidare l’intelligence.

Il miliardario repubblicano sa di poter contare su un fedelissimo che, nel frattempo, è diventato anche suo compagno di golf. Già martedì, diversi giorni prima della sua nomina, Jay Clayton aveva fatto propria la tesi del presidente americano secondo cui l’industria dell’IA doveva continuare a correre a pieno ritmo per evitare di essere superata dalla Cina. «Nessuno dovrebbe pensare che» rallentare il ritmo di sviluppo dell’IA – come suggerito da Dario Amodei (Anthropic), Sam Altman (OpenAI) o Demis Hassabis (Google) – «sia una buona idea», aveva detto all’emittente CNBC.

Clayton non ha legami pregressi con il mondo della tecnologia, a differenza del suo predecessore David Sacks, imprenditore e investitore di casa nella Silicon Valley. Tuttavia, la sua fama di mediatore e il suo pragmatismo sono apprezzati dai vertici aziendali, come dimostrano le sue numerosissime apparizioni sul canale economico-finanziario Cnbc. I suoi modi affabili e la sua compostezza sono apprezzati anche al Congresso e contrastano con la propensione di David Sacks per le schermaglie verbali e le polemiche.

E’ un acquisto prezioso, perchè gode di grande rispetto sia tra i leader del settore tecnologico che tra molti esponenti del governo», osserva Dan Ives, della società di investimento Yorkville Ives & Co. Secondo Connor Martin, la scelta del capo dell’intelligence «mi fa pensare che Trump si stia aprendo all’idea» che le nuove capacità dell’IA «abbiano implicazioni per la sicurezza nazionale», sebbene egli si impegni pubblicamente a demonizzare chi mette in guardia da tali rischi. «Mi aspetto che Clayton coordini meglio l’azione del governo» sull’IA, spiega Aalok Mehta del Center for Strategic and International Studies (CSIS), esperto del settore, «ma allo stesso tempo le sfide che dovrà affrontare sono sempre più rilevanti e complesse, oltre a presentarsi a un ritmo accelerato». Jay Clayton «non avvierà grandi manovre di regolamentazione», prevede una fonte vicina al mondo della tecnologia, ma «se riuscisse a portare coerenza o chiarezza, sarebbe un successo».


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