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Trump al vertice Nato tra accuse agli alleati: «L’Europa non ha sostenuto gli Usa»

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si prepara a partecipare al vertice della Nato in programma martedì e mercoledì ad Ankara in un clima di forte tensione con gli alleati europei, che accusa di non aver sostenuto Washington durante la guerra con l’Iran, definendoli talvolta terribili talvolta ridicoli. Il capo della Casa Bianca non ha mai nascosto che prenderà parte al summit «solo per rispetto» del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, verso cui nutre una certa stima già dal suo primo mandato.

L’appuntamento arriva dopo settimane di scontri con diversi governi europei e sullo sfondo delle minacce dell’amministrazione americana di ridurre ulteriormente la presenza militare statunitense nel continente. Negli ultimi mesi Trump ha rivolto le critiche più dure a Spagna, Italia, Germania, Francia e Regno Unito, rimproverando loro di non aver garantito il sostegno agli Stati Uniti durante il conflitto con l’Iran, in particolare per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’utilizzo di basi militari.

E’ ormai noto a livello globale l’acceso scambio con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il vertice del G7 a Evian. Nei confronti della Spagna, il presidente americano ha definito il Paese «un disastro» all’interno della Nato e ha minacciato un embargo commerciale dopo il rifiuto del governo di autorizzare l’impiego delle basi di Rota e Moron e per la mancata disponibilità ad aumentare ulteriormente la spesa militare. «

Gli Stati Uniti spendono per la Nato molto più di qualsiasi altro Paese, e di gran lunga, per proteggere gli alleati, senza ottenere alcun beneficio in cambio. Stati Uniti: 999 miliardi di dollari. Regno Unito: 90,5 miliardi di dollari. Francia: 66,5 miliardi di dollari. Italia: 48,8 miliardi di dollari. Polonia: 44,3 miliardi di dollari. Gli altri, compresa la Germania, spendono molto meno. (2014-2025). Ridicolo!», è uno dei suoi ultimi messaggi sul suo social Truth. (

Le tensioni si sono riflesse anche sul piano militare. A maggio Trump ha annunciato il ritiro di 5 mila soldati americani dalle basi in Germania, il Paese europeo che ospita il maggior numero di militari statunitensi, dopo alcune dichiarazioni del cancelliere Friedrich Merz critiche nei confronti della strategia americana sull’Iran. Secondo il capo della Casa Bianca, il comportamento di diversi partner europei rappresenta «lo scenario che ha sempre temuto» all’interno dell’Alleanza atlantica: un’organizzazione nella quale gli Stati Uniti garantiscono la sicurezza dell’Europa senza ricevere lo stesso sostegno in caso di necessità. «Perchè stiamo proteggendo Paesi che non proteggono noi?», ha affermato. Il presidente americano è tornato anche a mettere in discussione l’utilità della Nato, definendola un «tigre di carta» e lasciando intendere di valutare seriamente un’uscita degli Stati Uniti dall’Alleanza, pur essendo consapevole che una simile decisione richiederebbe l’approvazione del Congresso. Una legge approvata nel 2023 vieta al presidente di ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dal Trattato dell’Atlantico del Nord senza un’apposita autorizzazione parlamentare o il voto favorevole di due terzi del Senato. Al centro del vertice di Ankara ci sarà anche il tema della spesa per la difesa, dopo l’impegno assunto dagli alleati al summit dell’Aia di portare gli investimenti militari al 5% del Pil nell’arco di dieci anni. Trump continua tuttavia a sostenere che i partner europei non stiano facendo abbastanza per rispettare gli impegni assunti. Un’altra tensione, questa volta interna anche tra gli europei, riguarda gli impegni di aiuti per l’Ucraina. Vi è un consenso unanime sullo stanziamento di 70 miliardi di euro per il 2026 ma non è ancora chiara la conferma della stessa cifra anche per il 2027.


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