Veneto

truffa consumata. Ma un’ora dopo arrivano le manette


Per raggirare un’anziana indifesa hanno usato una tecnica cinica e spiegata, riferendo che un suo familiare era in fin di vita. Ma gli è andata male. Ennesima truffa ad un anziano scoperta dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Padova. Il 29 agosto sera gli agenti hanno arrestato in flagranza di reato un 20enne polacco, notato muoversi con fare sospetto all’interno della stazione ferroviaria di Padova. Nello specifico stava cercando di acquistare un biglietto del treno. Durante il controllo di polizia il giovane, mostrandosi sin da subito agitato e rifiutando di fornire indicazioni sulla sua provenienza e destinazione, è stato trovato in possesso di due borsette di colore scuro nascoste all’interno dello zaino, che contenevano diversi gioielli, monili e bigiotteria.

Il ragazzo è stato accompagnato negli uffici della Questura per tutti gli accertamenti del caso. Ebbene è stato identificato per un 20enne incensurato, di origine e con residenza in Polonia. Non volendo fornire alcuna indicazione in merito al possesso di quei gioielli, gli investigatori hanno fatto una attenta verifica sulle chiamate pervenute ai numeri d’emergenza su furti e truffe consumate nella provincia di Padova e nelle province limitrofe e, anche attraverso la collaborazione della Squadra Mobile di Rovigo, si è accertato che un’ora prima è stata consumata una truffa a Rovigo ai danni di una donna 85enne, che poi ha formalizzato regolare denuncia. In particolare i poliziotti hanno contestualizzato come l’anziana vittima avesse ricevuto una telefonata da parte di un uomo con accento campano il quale, spacciandosi per un medico dell’ospedale di Abano Terme, le ha comunicato che il figlio, in fin di vita, aveva bisogno di cure mediche immediate per tentare di salvarlo, necessitando di farmaci “speciali” che avevano un costo di circa 40mila euro.

L’anziana, terrorizzata da tale notizia, è stata costantemente tenuta a telefono. Quando ha riferito al finto medico di non avere denaro contante, con l’inganno è stata convinta ed indotta a mettere in due sacchetti, poi descritti di colore scuro, tutti i gioielli che possedeva in casa. Operazione che l’anziana ha fatto puntualmente. La donna, poi, uscendo dalla propria abitazione e sempre mentre era al telefono, ha incontrato il truffatore, il fantomatico collaboratore inviato dal “finto medico”, a cui ha consegnato i due sacchetti di monili e gioielli. L’attività investigativa, anche con l’analisi delle telecamere cittadine, ha consentito ai poliziotti di ricostruire i movimenti fatti dal “collaboratore” e di riscontrare in maniera puntuale la versione fornita dall’anziana vittima.

Determinante, a questo punto, l’intuito degli investigatori della Squadra Mobile euganea, nel notare l’uomo sospetto all’interno della Stazione ferroviaria di Padova, proprio nell’ambito di quei mirati dispositivi di sicurezza e servizi in abiti civili, volti al contrasto di reati predatori e alle truffe ai danni di anziani, consentendo così di bloccare il 20enne prima che si allontanasse da Padova con la refurtiva e poterlo trarre in arresto per truffa in concorso. Accertamenti in corso anche per individuare il complice del finto medico, ovverosia il “centralinista”, colui che ha effettuato la chiamata trattenendo il più possibile la vittima a telefono, impedendogli così anche di chiedere aiuto. Il giovane, al termine degli accertamenti di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Padova, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’intera refurtiva è stata così recuperata dai poliziotti della Squadra Mobile di Padova per la restituzione dei gioielli del valore di oltre 15 mila euro.


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