trovata morta dai bagnini in mezzo metro d’acqua
Una turista di 65 anni, residente a Mestre, è morta oggi pomeriggio sulla spiaggia di Jesolo. L’allarme è scattato poco dopo le 14.30 nei pressi delle torrette 2 e 3, in corrispondenza di via Usodimare, non lontano dalla zona del Faro.
Secondo la prima ricostruzione, la donna si era allontanata dal marito per una breve passeggiata lungo la battigia per infrescarsi. L’uomo, preoccupato dal fatto che la moglie non fosse rientrata, ha chiesto aiuto agli addetti al salvataggio presenti sulle torrette, il cui servizio è gestito da Jesolo Turismo Spa.
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I bagnini intervenuti hanno trovato la turista a pochi metri dalla riva, in posizione prona e con il volto nell’acqua. La profondità del punto era stimata in circa mezzo metro. Subito la squadra di salvataggio l’ha riportata a riva e ha iniziato le manovre di rianimazione.
È stato allertato il 118. Sul posto sono arrivate un’ambulanza con personale sanitario del pronto soccorso e l’elicottero di soccorso Leone 2, decollato dalla base di Padova. Il personale medico è stato calato sulla spiaggia con il verricello per fornire assistenza specialistica; l’elicottero è poi atterrato in un campo di via Anna Frank in attesa di disposizioni.
Anche la Guardia Costiera di Jesolo ha preso parte alle operazioni di soccorso. Nonostante i tentativi di rianimazione condotti da bagnini e sanitari, il medico ha dovuto constatare il decesso della donna.
Tra le possibili cause della tragedia non viene esclusa la possibilità di un malore, ma le autorità competenti procederanno con gli accertamenti necessari per chiarire le circostanze dell’accaduto.
Jesolo è una delle località balneari più frequentate del litorale veneto e durante la stagione estiva il presidio sulle spiagge è intensificato con torrette e bagnini per garantire la sicurezza dei bagnanti. In casi gravi come questo, l’attivazione congiunta di 118, Guardia Costiera ed eventualmente elisoccorso rientra nelle procedure previste per gli interventi sanitari e di soccorso complessi.
Le autorità locali hanno avviato le verifiche del caso. La salma, una volta ottenuto il nullaosta dal magistrato, è stata ricomposta nella cella mortuaria dell’ospedale cittadino.
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