Troppi neet in Umbria. Perugia terza per centri sport, indietro su anziani: classifica qualità vita

di Maurizio Troccoli
Nella nuova edizione degli indici generazionali del Sole 24 Ore l’Umbria si colloca stabilmente nella fascia centrale delle classifiche, ma con differenze nette tra Perugia e Terni. In generale potremmo dire che risulta buona la tenuta delle reti sociali e della vivibilità urbana, ma difficoltà legate ai servizi, al lavoro qualificato e all’attrattività per i giovani.
Per quanto riguarda la “Qualità della vita dei giovani” (15-35 anni), Perugia è 21ª in Italia con 530,7 punti, risultando la migliore provincia umbra e una delle poche del Centro a restare vicina alla fascia alta dominata dal Nord-Est. Terni invece è 37ª con 504,7 punti, quindi nella parte medio-alta della graduatoria ma più distante dai territori leader.
La differenza emerge soprattutto negli indicatori specifici. Perugia compare tra le province peggiori per la quota di giovani Neet, cioè che non studiano e non lavorano: è al 105° posto con un valore del 30,3%. Un dato molto pesante che il Sole 24 Ore interpreta come uno degli indicatori più critici della fragilità generazionale italiana. Anche sul fronte dell’imprenditoria under 35 Perugia è solo 105ª con il 6,45% di imprese guidate da giovani. Però il capoluogo umbro mostra elementi di tenuta nella qualità urbana e nei servizi: è terza in Italia per disponibilità di aree sportive dedicate ai giovani, con 48,1 metri quadrati per residente 18-35 anni. Inoltre resta in una fascia relativamente buona per la classifica generale grazie al peso dell’università, della dimensione urbana ancora accessibile e di una rete sociale che continua a rappresentare un fattore di coesione.
Terni invece non compare nelle classifiche di eccellenza o di forte criticità dei singoli indicatori, segnale di un profilo più uniforme ma meno competitivo. Tuttavia il dato sugli affitti è particolarmente significativo: Terni è terza tra le province italiane con il minore peso del canone di locazione sul reddito medio giovanile, con un’incidenza del 15,1%, molto distante dai valori record di Roma e Venezia che superano il 60-80%. È un elemento che conferma uno dei temi centrali richiamati dal Sole 24 Ore: l’accessibilità abitativa come fattore decisivo per l’autonomia dei giovani.
Il tema delle reti sociali e della prossimità dei servizi, introdotto quest’anno tra i nuovi indicatori, offre una lettura interessante anche per l’Umbria. Nelle classifiche dedicate agli “amici su cui contare” o ai “parenti su cui contare” non compaiono Perugia e Terni né tra le migliori né tra le peggiori province italiane. Questo suggerisce una situazione intermedia: non la forte densità relazionale tipica del Sud, ma nemmeno il livello di isolamento che caratterizza molte grandi aree metropolitane del Nord. È un elemento coerente con la struttura urbana umbra, fatta di città medie dove il tessuto familiare e relazionale continua ad avere un peso significativo.
Anche sul fronte della “città dei 15 minuti”, cioè della possibilità di raggiungere servizi, negozi e attività a piedi, l’Umbria mostra una condizione discreta ma non trainante. Terni non compare tra le province migliori o peggiori nei servizi di prossimità per bambini e anziani. Perugia non entra nelle classifiche di testa del tempo libero raggiungibile a piedi per i giovani, dominate da Milano, Trieste e Roma. Il quadro complessivo è quello di territori ancora vivibili ma meno competitivi rispetto alle città del Nord che riescono a combinare servizi, lavoro qualificato e accessibilità urbana.
Nella classifica della “Qualità della vita degli anziani” (over 65) l’Umbria arretra invece sensibilmente. Perugia è 65ª con 378,8 punti, mentre Terni è 69ª con 371,3. Entrambe restano sotto la metà della graduatoria nazionale e lontane dai territori leader come Trieste, Trento e Milano.
Perugia compare tra le province peggiori d’Italia per assistenza domiciliare agli anziani: è 106ª insieme a Pisa e Prato, con appena lo 0,5% di spesa dedicata per residente over 65. È un dato che pesa molto nella classifica generale e che fotografa una debolezza strutturale dei servizi territoriali. Terni invece emerge negativamente sul trasporto dedicato ad anziani e disabili: è 107ª e ultima in Italia per spesa comunale nel settore, con appena 0,1 euro per abitante over 65.
In sintesi, le classifiche del Sole 24 Ore restituiscono per l’Umbria un profilo di “terra di mezzo”: qualità urbana ancora discreta, costo della vita relativamente sostenibile e reti sociali che continuano a funzionare, ma difficoltà crescenti nel creare opportunità per i giovani e nel rafforzare i servizi dedicati agli anziani. Perugia resta più competitiva sul piano generale grazie al peso universitario e alla dimensione urbana, mentre Terni mostra qualche vantaggio sull’accessibilità economica ma meno capacità attrattiva. Sullo sfondo resta il tema evidenziato dal Sole 24 Ore: la capacità dei territori non solo di trattenere popolazione giovane, ma di trasformare relazioni sociali e servizi di prossimità in vere opportunità di sviluppo e autonomia.
Se si guarda all’evoluzione degli ultimi anni, il quadro umbro appare caratterizzato più dalla stabilità che da veri salti in avanti. Nella classifica generale della Qualità della vita del Sole 24 Ore, Perugia era 49ª nel 2023, è salita al 40° posto nel 2024 e poi al 37° nel 2025, mostrando quindi un recupero progressivo di dodici posizioni in due anni. Terni invece era 62ª nel 2023, è risalita al 48° posto nel 2024 e nel 2025 è rimasta sostanzialmente stabile nella stessa fascia della graduatoria. (ANSA.it)
Il dato più interessante è che il miglioramento umbro nella qualità della vita “tradizionale” non coincide però con un rafforzamento altrettanto netto degli indicatori generazionali. Le nuove classifiche dedicate ai giovani e agli anziani mostrano infatti un’Umbria che regge sul piano della vivibilità generale ma fatica a consolidare opportunità strutturali. Perugia mantiene una posizione relativamente buona tra i giovani grazie all’università, ai servizi urbani e ai costi abitativi più contenuti rispetto alle grandi città, ma contemporaneamente precipita negli indicatori legati ai Neet e all’imprenditoria under 35. Terni invece beneficia soprattutto della maggiore accessibilità economica, in particolare sugli affitti, ma senza riuscire a trasformare questo vantaggio in un forte potere attrattivo per le nuove generazioni.
Anche rispetto agli anni precedenti emerge una continuità geografica: l’Umbria resta in una fascia intermedia nazionale, lontana sia dalle province leader del Nord-Est sia dalle situazioni più critiche del Mezzogiorno. È una collocazione che il Sole 24 Ore descrive come tipica dei territori di medie dimensioni del Centro Italia: reti sociali ancora abbastanza solide, buona qualità urbana diffusa e servizi accessibili, ma minore capacità di creare lavoro qualificato, trattenere giovani laureati e rafforzare i servizi sociosanitari per una popolazione sempre più anziana. In questo senso i nuovi indicatori su relazioni sociali, prossimità dei servizi e accessibilità urbana confermano una tendenza già visibile nelle vecchie edizioni della classifica: l’Umbria continua a essere percepita come un territorio relativamente vivibile, ma con una crescita debole e con difficoltà crescenti nel trasformare la qualità ambientale e sociale in sviluppo demografico ed economico stabile.
The post Troppi neet in Umbria. Perugia terza per centri sport, indietro su anziani: classifica qualità vita appeared first on Umbria 24.
Source link


