Friuli Venezia Giulia

Trieste produce cervelli, non imprese: il conto della “città della scienza”

23 agosto 2026 – ore 11:00 – All’Immaginario Scientifico si sta per chiudere la settimana dedicata all’Università di Trieste, la nona tappa di una rassegna che dallo scorso 30 giugno racconta, un istituto alla volta, il cosiddetto Sistema Trieste: da lunedì toccherà ad Area Science Park, poi al TWAS, prima del gran finale a inizio settembre. È un buon pretesto per fare i conti, con un po’ più di distacco rispetto al programma degli eventi, con un’etichetta che la città porta cucita addosso da decenni — quella di città della scienza — e chiedersi quanto di quel primato si traduca davvero in ricadute concrete per chi a Trieste ci vive, ci lavora o ci studia. Il dato di partenza è noto agli addetti ai lavori, meno al grande pubblico: Trieste conta circa 37 ricercatori ogni mille abitanti, contro una media italiana ferma a 5 ogni mille e ben al di sopra anche di paesi spesso citati come modello, come la Finlandia. Un primato che affonda le radici nel 1961, quando il fisico Paolo Budinich incontrò il collega pakistano Abdus Salam, futuro premio Nobel: da quell’incontro nacque nel 1964 l’ICTP a Miramare, seguito nel 1978 dalla SISSA, primo istituto italiano ad assegnare il titolo di dottorato di ricerca. Attorno a questi due poli si è poi consolidato negli anni un sistema che oggi conta oltre 40 istituzioni tra enti, centri CNR e sedi internazionali — da OGS a Elettra Sincrotrone, da INAF a ICGEB fino al TWAS — per un totale che secondo le stime più recenti supera gli 11mila ricercatori attivi in città.

Il numero che raramente si racconta

Se la densità di cervelli è un dato consolidato, meno immediato è capire quanto di questa concentrazione si trasformi in economia reale, fuori dai laboratori. Qui il quadro si fa più sfumato. Area Science Park, il parco scientifico e tecnologico che dal 1978 fa da cerniera tra ricerca pubblica e impresa, ospita oggi 17 startup attive nei suoi incubatori, 59 quelle nate complessivamente dal 2008 a oggi grazie all’Innovation Factory, uno dei due incubatori certificati della regione insieme al BIC Incubatori FVG. Numeri che, sommati a quelli del resto del territorio regionale, hanno permesso a Trieste di piazzarsi al terzo posto in Italia per presenza di startup innovative in rapporto alla popolazione, con quasi un quarto delle startup dell’intero Friuli Venezia Giulia concentrate in città: un risultato tutt’altro che scontato, ma comunque distante dai grandi numeri di un ecosistema come quello milanese o di poli europei paragonabili per densità di ricerca.

Chi resta e chi parte

C’è poi la domanda più delicata, quella che riguarda le persone prima ancora dei numeri: quanti dei giovani che arrivano a Trieste per un dottorato o un assegno di ricerca scelgono poi di restare in città? Come racconta bene un recente approfondimento di Trieste News sui giovani ricercatori della SISSA, le storie individuali raccontano un rapporto tutt’altro che scontato con la città: c’è chi mette radici, chi resta per una borsa post-dottorato in attesa di una posizione altrove, chi riparte verso i grandi centri di ricerca internazionali non appena ne ha l’occasione. Non esistono dati pubblici aggiornati e specifici sulla percentuale di ricercatori che si trattiene stabilmente a Trieste dopo il percorso di formazione, ma il tema resta al centro del dibattito nazionale sulla cosiddetta fuga dei cervelli, un fenomeno che gli osservatori più recenti descrivono in termini meno drammatici del passato, pur non negandone l’esistenza. Un nodo che riguarda da vicino anche Area Science Park, chiamato non solo a incubare imprese ma anche a trattenere sul territorio i talenti formati dagli istituti cittadini, offrendo sbocchi occupazionali che non costringano chi ha studiato a Trieste a cercare altrove la propria strada professionale.

L’appuntamento di settembre

Il tema tornerà comunque centrale tra poche settimane, quando dal 25 al 27 settembre la città ospiterà una nuova edizione di Trieste Next, il festival della ricerca scientifica promosso da Comune, Università di Trieste ed Eventi NEM, quest’anno dedicato al tema “La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze”. Un appuntamento che da anni prova a fare da vetrina proprio per quel trasferimento tecnologico tra ricerca e impresa che resta, insieme alla capacità di trattenere i propri talenti, la vera partita ancora aperta per una città che il primato scientifico, sulla carta, lo ha già conquistato da tempo.

Articolo di Francesco Antonucci




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