tre dipendenti irregolari su cinque, attività a rischio chiusura
Un presidio stringente a tutela della legalità economica e dei diritti dei lavoratori, che si traduce in un nuovo pesante provvedimento nei confronti del tessuto ristorativo romano.
I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un mirato accesso ispettivo all’interno di un noto ristorante situato in zona Marconi nel territorio dell’XI Municipio, portando alla luce gravi e radicate irregolarità nella gestione del personale dipendente.
L’operazione, pianificata e condotta sul campo dai militari del II Gruppo di Ostia, si inquadra nell’ambito dei costanti servizi di monitoraggio del territorio volti a contrastare la piaga dell’impiego di manodopera irregolare e a verificare la corretta osservanza delle norme di legislazione sociale nelle circoscrizioni di competenza.
Al momento dell’irruzione nel locale, le Fiamme Gialle hanno proceduto all’identificazione di cinque lavoratori subordinati intenti a prestare la propria opera nei vari comparti della struttura, dalle cucine alla sala.
Scatta la scure dell’Ispettorato: rischio chiusura per l’attività
I successivi riscontri documentali e l’esame incrociato con le banche dati in dotazione al Corpo hanno permesso di accertare lo scenario: ben tre dei cinque dipendenti individuati sul posto erano impiegati completamente “in nero”.
Per loro non era stata effettuata la preventiva comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro (modello UNILAV), privando così i lavoratori di qualsiasi tracciabilità istituzionale.
A fronte di tali violazioni, che superano ampiamente le soglie di tolleranza previste dal quadro normativo vigente, la posizione del titolare dell’esercizio è stata immediatamente segnalata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (I.N.L.) per l’adozione del provvedimento amministrativo di sospensione dell’attività.
Parallelamente sono state attivate le contestazioni formali dinanzi a I.N.P.S. e I.N.A.I.L. per la quantificazione delle sanzioni, il recupero dei contributi previdenziali evasi e la regolarizzazione delle coperture assicurative obbligatorie.

Il danno al sistema: dallo sfruttamento alla concorrenza sleale
L’impiego di personale non regolarizzato costituisce un vulnus che arreca un duplice e profondo danno al sistema economico locale.
Sotto il profilo strettamente sociale, l’assenza di un contratto d’impiego priva i lavoratori delle tutele minime garantite dallo Stato in materia di previdenza, assistenza medica e, soprattutto, sicurezza sui luoghi di lavoro, esponendoli a dinamiche di grave precarietà.
Dal punto di vista economico, il ricorso al sommerso altera l’equilibrio del mercato: azzerando abusivamente il cuneo fiscale e gli oneri contributivi, l’esercente irregolare attua una concorrenza sleale ai danni dei tantissimi imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole, affrontando quotidianamente i pieni costi della legalità.
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