Porta Asinaria, il Municipio rilancia uno dei tesori dimenticati di Roma: «Va restituita alla città»
C’è un pezzo della Roma imperiale, imponente e miracolosamente intatto, che ogni giorno migliaia di pendolari, studenti e turisti incrociano frettolosamente all’uscita della metropolitana senza quasi sollevare lo sguardo.
È Porta Asinaria, uno dei varchi meglio conservati della cinta delle Mura Aureliane, incastonato a pochi passi dalla monumentale basilica di San Giovanni in Laterano e dai rinnovati giardini di via Sannio.
Un gigante di pietra che oggi, però, versa in uno stato di semioscurità e abbandono. Per invertire la rotta e sanare questo paradosso urbano, il Municipio I ha approvato un atto ufficiale per spingere il Campidoglio a varare un piano d’urgenza che restituisca dignità e centralità turistica al sito millenario.
L’obiettivo politico e urbanistico è ambizioso: sottrarre la Porta all’invisibilità attuale e trasformarla in uno degli snodi principali del futuro Parco Lineare delle Mura, il macro-progetto capitolino pensato per ricucire, valorizzare e rendere interamente percorribile il sistema difensivo voluto dall’imperatore Aureliano.
Il paradosso delle Mura ritrovate e sbarrate dalle cancellate
La storia recente di Porta Asinaria è fatta di grandi scoperte e immediate chiusure. Proprio a ridosso del monumento, i complessi scavi archeologici per la realizzazione della stazione della Linea C della metropolitana hanno riportato alla luce un tesoro che si credeva perduto: un braccio di Mura Aureliane lungo circa 80 metri, perfettamente conservato sotto lo strato stradale.
Un traguardo scientifico che non ha però coinciso con una reale fruibilità pubblica:
L’isolamento: L’area archeologica è oggi visitabile quasi esclusivamente in occasione di eventi speciali o tramite tour blindati coordinati dalla Sovrintendenza.
I sigilli anti-degrado: Per frenare l’allarme bivacchi, le intrusioni notturne e l’accumulo di rifiuti, il fornice della Porta è stato sbarrato da una pesante cancellata di ferro.
La morsa dell’asfalto: Se le inferriate hanno garantito la sicurezza, hanno anche spezzato la continuità pedonale del quartiere, soffocato da colate di asfalto che scendono da piazza San Giovanni e che penalizzano l’intero impatto paesaggistico del quadrante.
Addio al bitume: il progetto per un camminamento verde
La mozione approvata dal parlamentino di via Petroselli, presentata dal consigliere del Partito Democratico Niccolò Camponi, impegna formalmente il sindaco e la giunta a ridisegnare lo spazio pubblico.
L’idea guida è quella di smantellare le pavimentazioni in bitume attorno al monumento, sostituendole con materiali compatibili con la storia del luogo, creando un corridoio verde continuo che colleghi la Basilica lateranense, la Porta e i giardini di via Sannio.
«Nonostante la sua posizione strategica, Porta Asinaria resta uno dei monumenti meno valorizzati della città», spiega il primo firmatario Camponi. «Chiediamo che diventi il cuore pulsante del Parco Lineare, restituendo ai romani una passeggiata nella storia oggi interrotta».
La sfida amministrativa viaggia in parallelo con i progetti del confinante Municipio VII, dove il recupero dell’ex Filanda consentirà presto di aprire un nuovo corridoio verso i giardini di viale Carlo Felice.
Il restyling di Porta Asinaria, peraltro, potrà beneficiare dei fondi stanziati dal Pnrr dedicati proprio alla rigenerazione delle Mura Aureliane.
Le risorse europee serviranno a installare una nuova illuminazione artistica, inserire parapetti di sicurezza e abbattere le barriere architettoniche, consentendo finalmente ai pedoni di abbandonare i marciapiedi moderni per tornare a camminare sotto le arcate della storia.
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