Friuli Venezia Giulia

transenne emotive






A Codroipo l’arte contemporanea entra nello spazio della fragilità emotiva. Dal 17 al 31 ottobre 2026, gli spazi di [A]tmosfera Space di Codroipo ospiteranno Transenne Emotive, doppia personale degli artisti Nicola Bindoni e Lorenzo Servetti, a cura dell’architetto Leonardo Zonta.

Attraverso l’arte contemporanea e la divulgazione attiva, il progetto affronta il tema della fragilità emotiva e psicologia, costruendo un’esperienza immersiva nella quale pittura, suono e partecipazione del pubblico concorrono a mettere in luce una dimensione spesso invisibile della vita quotidiana. 

In un contesto sociale caratterizzato da ritmi sempre più accelerati, pressioni personali e professionali e una crescente difficoltà a parlare apertamente del proprio benessere psicologico, Transenne Emotive vuole aprire uno spazio di riflessione accessibile e non prescrittivo. Un luogo nel quale fermarsi, osservare e riconoscere quelle vulnerabilità che appartengono, in forme diverse, all’esperienza di ciascuno.

Due ricerche, tra immagine e suono

La mostra riunisce le ricerche di Nicola Bindoni, pittore, e Lorenzo Servetti, artista che ha sviluppato una ricerca centrata in particolare sul suono e sulla sua capacità di modificare la percezione dello spazio.

Nelle opere di Nicola Bindoni la dimensione psicologica emerge attraverso figure mute e solitarie che abitano luoghi e temporalità indefiniti. La negazione dello sguardo e l’uso di luci e ombre trasformano la rappresentazione in uno spazio di proiezione, nel quale lo spettatore può riconoscersi e confrontarsi con la propria esperienza.

Lorenzo Servetti affronta invece il rapporto tra suono, ambiente e percezione. La sua ricerca, sviluppata attraverso registrazione sonora, installazione e sperimentazione interdisciplinare, considera il suono come una vera e propria materia capace di generare spazi, relazioni e nuove modalità di esperienza del quotidiano.

È proprio nell’incontro tra immagine e ascolto, tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane invisibile, che prende forma il percorso di Transenne Emotive. Il progetto comprenderà inoltre nuove opere realizzate dai due artisti appositamente per Transenne Emotive, in dialogo con il tema della mostra e con lo spazio espositivo.

Un allestimento come metafora

L’allestimento è parte integrante del progetto. Strutture ed elementi precari costruiranno all’interno di [A]tmosfera Space un ambiente che richiama simbolicamente una mente in equilibrio fragile tra protezione e vulnerabilità.
È proprio questo equilibrio fragile a dare senso al titolo Transenne Emotive, dove il concetto di transenna assume un valore simbolico legato alla capacità di interrompere il passaggio, proteggere, nascondere o isolare. Da questa ambivalenza nasce la riflessione sui confini interiori che ciascuno costruisce nel rapporto con sé stesso e con gli altri.
Il visitatore sarà chiamato ad attraversare fisicamente questo sistema di immagini, suoni e strutture, diventando parte di un percorso nel quale la dimensione individuale incontra quella collettiva.

Una mostra che cambia con il pubblico

La partecipazione dei visitatori costituisce uno degli elementi centrali del progetto. Durante il percorso sarà possibile lasciare una testimonianza scritta destinata ai visitatori successivi, contribuendo alla costruzione di una memoria condivisa della mostra. Il pubblico sarà inoltre invitato a intervenire su alcune Polaroid scadute, ormai non più funzionanti per la loro funzione originaria, che nella mostra verranno trasformate assumendo un nuovo significato. Ogni contributo entrerà così a far parte dell’esposizione, modificandola progressivamente e rendendo ogni visita diversa dalla precedente.

Il programma pubblico

Transenne Emotive non si esaurisce nello spazio espositivo. Al percorso della mostra si affianca infatti un programma pubblico di incontri e approfondimenti dedicato alla salute mentale, alla fragilità e alle diverse forme attraverso cui queste condizioni attraversano la società contemporanea.

Il programma prenderà avvio venerdì 16 ottobre alle ore 18.00 presso la Sala Abaco di Codroipo, con un incontro di presentazione moderato dalla giornalista d’arte, curatrice e comunicatrice culturale Jasmine Miraval. Gli artisti Nicola Bindoni e Lorenzo Servetti presenteranno le proprie ricerche e il rapporto tra il loro lavoro e i temi affrontati dalla mostra, illustrando il percorso concettuale che ha portato alla realizzazione di Transenne Emotive. L’incontro sarà inoltre un’occasione per riflettere sul possibile ruolo dell’arte come strumento di ricerca, sensibilizzazione e consapevolezza. Il progetto sarà presentato dagli artisti insieme ai partner coinvolti, che condivideranno il proprio punto di vista sul percorso e sulle finalità dell’iniziativa.

Alle ore 19.00, presso [A]tmosfera Space, seguirà l’inaugurazione ufficiale della mostra, con la presentazione dell’allestimento a cura di Leonardo Zonta e l’intervento di figure istituzionali legate al progetto.

Giovedì 22 ottobre alle ore 18.30, presso la Biblioteca Civica di Codroipo, l’attenzione si sposterà sul tema della salute mentale e sul rapporto tra benessere psicologico, condizioni di vita e condizioni di lavoro. L’incontro Oltre lo stereotipo: convinzioni e falsi miti vedrà il contributo dell’Ordine Psicologi FVG, CSM di Codroipo, Esperti in Supporto tra Pari e Cooperativa Sociale Onlus Itaca. L’incontro sarà strutturato come un dialogo aperto, con domande rivolte agli ospiti e momenti di confronto con il pubblico.

Sempre giovedì 22 ottobre è inoltre prevista la proiezione del film Il primo giorno della mia vita (2023) presso il Cinema Benois De Cecco di Codroipo alle ore 21.00, a cura del Circolo Culturale Lumière. La proiezione sarà a ingresso gratuito

Giovedì 29 ottobre alle ore 18.30, presso la Biblioteca Civica di Codroipo, sarà affrontato il tema della fragilità giovanile. L’incontro AGI&DISAGI…Z, realizzato con il coinvolgimento di Gruppo Agesci Scout Codroipo 1, Parrocchia di Codroipo, Progetto R.I.G.E.N.E.R.A. – Spazio YOS, CeFAP Codroipo, Progetto Ragazzi Si Cresce/Ambito, affronterà il tema attraverso dati, esperienze e testimonianze, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza sulle problematiche che interessano le giovani generazioni e sugli strumenti di ascolto, prevenzione e accompagnamento.

A chiudere il programma, venerdì 30 ottobre alle ore 18.30, sarà l’incontro Il valore dell’esperienza: rompere gli schemi con Elena Cerkvenic, autrice del libro Sono schizofrenica e amo la mia follia. La testimonianza dell’autrice offrirà l’occasione per affrontare il tema della fragilità nella sua dimensione più ampia, attraverso il racconto personale e il confronto con il CSM di Codroipo ed Esperti in Supporto tra Pari. 

Il programma pubblico costituisce così il naturale prolungamento della mostra. Se le opere rendono visibili e percepibili stati interiori spesso difficili da raccontare, gli incontri aprono uno spazio di parola, ascolto e confronto nel quale le stesse questioni possono essere osservate da prospettive differenti.

[A]tmosfera Space

Transenne Emotive si inserisce nel percorso culturale sviluppato negli ultimi anni da [A]tmosfera Space, realtà indipendente nata a Codroipo dalla riconversione di un ex magazzino e attiva dal 2021 nella promozione di progetti artistici e culturali a ingresso gratuito. Ideato e curato dall’architetto Leonardo Zonta, lo spazio non si configura semplicemente come una galleria, ma come un luogo di sperimentazione artistica, spaziale e sensoriale, nel quale la ricerca contemporanea entra in dialogo con il territorio e con la comunità. Nel corso degli anni [A]tmosfera Space ha sviluppato progetti espositivi dedicati a temi sociali e culturali, utilizzando l’arte come occasione di incontro, riflessione e partecipazione.

Gli artisti

Nicola Bindoni è nato a Mirano (VE) nel 1999 e vive in provincia di Venezia. Nel 2024 ha conseguito la laurea magistrale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua ricerca si sviluppa principalmente attraverso opere pittoriche in serie, nelle quali racconta brevi storie ispirate alle esperienze fisiche e psicologiche dei soggetti rappresentati. Le sue immagini, spesso legate alla dimensione dell’intimità familiare e della memoria, fondono passato e presente in situazioni nelle quali nulla è completamente esplicito. Figure mute e solitarie, spesso prive di uno sguardo diretto verso lo spettatore, abitano luoghi e tempi indefiniti. Luci e ombre contribuiscono a costruire atmosfere enigmatiche, lasciando spazio all’ambiguità e alla proiezione personale. Al centro della sua ricerca è la complessità della fragilità umana, intesa non come semplice debolezza ma come condizione capace di generare consapevolezza, adattamento e forza.

Lorenzo Servetti nasce ad Alba nel 1996. Dopo gli studi al Liceo Artistico P. Gallizio, approfondisce la formazione musicale attraverso lo studio e l’attività con gruppi della provincia.
Nel 2016 si iscrive all’Accademia Albertina di Torino, al corso di Scultura, dove approfondisce diverse tecniche e linguaggi, tra cui scultura, performance, disegno e fotografia. Conclude il percorso triennale con una tesi dedicata al “Suono come materia”.
Nel 2020 prosegue gli studi allo IUAV di Venezia, concentrando la propria ricerca sul suono e sulla sua capacità di creare nuovi spazi e modalità di relazione con l’ambiente quotidiano.
La registrazione sonora degli e negli ambienti costituisce uno degli elementi fondamentali della sua pratica, che si confronta con il pensiero di autori quali R. Murray Schafer, Hildegard Westerkamp e Chris Watson.

 




































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