Calabria

“Trame” a Lamezia, solida identità per raccontare la resistenza civile contro le mafie

Non solo la presentazione di libri ma una miriade di eventi (dalle mostre alle proiezioni, agli spettacoli) che hanno animato per un’intera settimana il centro storico di Lamezia Terme. Trame, festival dei libri sulle mafie, ha chiuso ieri sera la 15esima edizione con un bilancio più che positivo; la manifestazione ha registrato la presenza di centinaia di ospiti di altissimo livello tra esponenti della politica, della magistratura, delle forze dell’ordine. E, ancora, scrittori e artisti di gran fama.
Il tema del festival “Terra e libertà”, ha offerto al pubblico un quadro aggiornato sulle mafie contemporanee, sulle guerre, sulle nuove sfide della democrazia: un estratto completo e articolato sul contesto storico, socio-culturale e geopolitico nazionale e internazionale in cui viviamo. Tra gli appuntamenti dell’ultima giornata la presentazione dell’ultimo libro del giudice Nicola Gratteri, attuale procuratore di Napoli, che ha dato spunto per un’ampia riflessione sulla giustizia italiana e sulle mafie che hanno esteso la loro egemonia a livello globale. Spazio anche al giornalista Diego Bianchi (Zoro) di Propaganda Live per parlare di informazione e delle trasformazioni dell’Italia contemporanea.
A chiudere il festival la proiezione del film “Tutto il male del mondo” sulla tragica scomparsa del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto. Regeni, “martire laico” è da considerarsi simbolo universale della ricerca della verità e della difesa dei diritti umani.
Quest’anno, Trame.15, ha dato grande importanza alle mostre: una decina di percorsi espositivi che hanno spaziato dall’itinerario fotografico di Oliviero Toscani a Corleone, “Con Toscani – Corleone nel mondo” alle vignette di Mauro Biani ispirate agli operatori dell’informazione uccisi mentre svolgevano il loro servizio. Le immagini a fumetti de “E lui che mi sorride…” hanno omaggiato Giancarlo Siani, giornalista vittima dalla camorra. Con “Spina”, il fotografo Mario Spada ha dato la sua particolare visione di Napoli, città dalle mille anime. Le sale del Museo Archeologico Lametino hanno ospitato la mostra “Vedere la Democrazia – L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee”, un omaggio per l’80° anniversario della Costituente (1946-2026).
Nuccio Iovene, presidente della Fondazione Trame, ha definito quella appena conclusa una edizione da record: 160 ospiti, 73 eventi, dieci percorsi espositivi, tante location sede di eventi disseminate su tutto il territorio. «Tutto ciò – ha sottolineato Iovene – non sarebbe stato possibile senza l’impegno di tutti i collaboratori della Fondazione e del gruppo dei volontari che quest’anno hanno superato anch’essi il record di presenze, così come le presenze dal resto della regione e da altre città italiane».
Il direttore artistico Giovanni Tizian ha dichiarato: «Il festival ha una sua identità solida e deve continuare a raccontare le storie di chi ha resistito e resiste allo strapotere mafioso. Con linguaggi diversi, dai libri alle mostre, alla musica, abbiamo narrato le diverse forme di lotta contro la mafia, la povertà, per la difesa dei diritti e della democrazia. Il successo d i Trame.15 consacra il festival tra le manifestazioni culturali più importanti e ben organizzate del nostro Paese».


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