Cultura

TRACK: The Sewing Club – Bark

Credit: Ryan Hartley

Formatisi a Nashville nel 2022, i The Sewing Club sono rapidamente diventati una delle giovani band indie rock più interessanti della città, grazie a un mix di chitarre distorte, ritornelli contagiosi e uno spirito decisamente “DIY”. Con il contributo compositivo di Hannah McElroy, affiancata da Stephen Meaux, Justin McKinney e Zach McCoy, il quartetto sta davvero conquistando un meritato posto al sole.

Il 2 ottobre la band pubblicherà il suo album di debutto, “Sew”, per Born Losers Records. L’album cattura l’incertezza e il silenzioso sconvolgimento dei vent’anni, conservando quelle asperità che conferiscono peso alle canzoni. Ispirato da artisti come Veruca Salt, The Breeders, Wishy, Punchlove e Slow Pulp, il disco bilancia chitarre distorte e melodie slanciate con un songwriting emotivamente diretto, risultando perfettamente a proprio agio sia in un locale seminterrato affollato che a tutto volume dagli altoparlanti durante un viaggio estivo in auto.

La nuova anticipazione è “Bark”, brano cadenzato, che entra in circolo piano piano, ma poi non ti molla più. Le influenze ci sono, chiare e lampanti, certo, ma una canzone così ben fatta, circolare e magnetica, ci fa dire che i ragazzi hanno un gran bel futuro davanti.

“Bark” è stata probabilmente la canzone più difficile da scrivere dell’album. L’idea alla base del brano è quella di scoprire che qualcuno non è chi dice di essere. Una persona che dovrebbe farti sentire al sicuro e confortato si rivela in realtà un lupo travestito da agnello. Tendo sempre a scrivere i testi più deprimenti sulle parti di chitarra più malinconiche, ma mi piace molto il fatto che questo sia in qualche modo uno specchio della contrapposizione che caratterizza la vita. Alcune delle cose più orribili sono del tutto normali.

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