tra basolato e storia, vince la “Regina Viarum”
Diecimila runner, un cielo terso e un percorso che è molto più di una gara: la 27ª edizione della Roma Appia Run ha trasformato la Capitale in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove sport, storia e partecipazione si sono fusi in un’unica, lunga giornata di festa.
Dalle prime ore del mattino, le strade di Roma si sono riempite di colori e di energia, con migliaia di appassionati pronti a correre lungo un tracciato unico al mondo, capace di attraversare secoli di storia. Un evento che, anno dopo anno, consolida il proprio ruolo tra gli appuntamenti più attesi del panorama podistico, anche oltre i confini nazionali.
Un percorso tra storia e futuro
«È uno degli eventi più importanti del running, non solo a Roma ma anche a livello internazionale», ha sottolineato Alessandro Onorato, evidenziando il valore di un itinerario che si snoda tra veri e propri capolavori a cielo aperto.
Ed è proprio su questa unicità che guarda al futuro Roberto De Benedittis, ideatore della manifestazione: l’obiettivo per il 2027 è ambizioso, collegare idealmente e fisicamente la Via Appia Antica con il Campidoglio, attraversando i simboli della Roma imperiale fino a sfiorare il Colosseo.
Un progetto che punta a rendere la gara ancora più iconica, fondendo sport e patrimonio culturale in un’unica esperienza.
Sport, ambiente e benessere
A sottolineare il legame tra attività fisica e sostenibilità è stata anche Sabrina Alfonsi, che ha richiamato l’importanza di uno stile di vita sano, intrecciando il tema dello sport con quello dell’alimentazione e della valorizzazione del territorio.
La gara: emozioni e risultati
Sul piano agonistico, a imporsi nella prova principale da 19 chilometri è stato Domenico Liberatore, che ha tagliato il traguardo in 1:04:59 dopo una gara intensa e suggestiva. Alle sue spalle Vincenzo Tanca e Lorenzo Barilati.
Tra le donne, vittoria per Paola Salvatori, già protagonista nelle scorse edizioni, che ha chiuso in 1:12:10 dedicando il successo a due figure a lei care. Completano il podio Francesca Benato e Veronica Del Grosso.
Una corsa unica al mondo
A rendere inconfondibile la Roma Appia Run è anche la sua anima tecnica: cinque superfici diverse — asfalto, sampietrini, basolato lavico, sterrato e pista — accompagnano gli atleti fino al traguardo dello Stadio Nando Martellini, nel cuore della città.
Un mix irripetibile che, insieme al fascino della “Regina Viarum”, consacra l’evento come qualcosa di più di una semplice competizione: un viaggio nella storia, vissuto di corsa.
Si chiude così un’edizione da record, con lo sguardo già proiettato al futuro e a una sfida ancora più ambiziosa: portare i runner, passo dopo passo, fino al cuore simbolico della città, lassù sul Campidoglio.
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