Torre a Mare da 25 anni senza dragaggio, tra ruderi e waterfront crollato
“A Torre a Mare si è normalizzato il degrado, ma ora basta, siamo stanchi”. La storia del borgo marinaro, amato dai baresi e sempre più frequentato dai turisti, è purtroppo segnata da decenni di abbandono, in cui si sono moltiplicate le segnalazioni dei residenti. Il 28 agosto la Pro Loco di Torre a Mare, insieme al Comitato spontaneo di quartiere, a commercianti, pescatori e associazioni, ha diffidato formalmente il Comune di Bari.
Una protesta che arriva a seguito di una prima segnalazione inviata via PEC già il 10 settembre 2024, rimasta priva di risposte e di un conseguente piano organico di interventi. Nel mirino il porticciolo, dove il dragaggio è fermo da oltre 25 anni, e il litorale, segnato dall’erosione costiera. A febbraio, una mareggiata ha provocato il crollo di un tratto del waterfront di via dei Trulli, inaugurato poco tempo prima. Un episodio che rappresenta solo la punta dell’iceberg rispetto allo stato di totale incuria in cui versa il quartiere del Municipio I, costellato da ruderi demaniali, come Grotta Regina e l’ex Lido Azzurro, nei pressi della Lama Giotta, in cui vi è accumulo di rifiuti e materiale di risulta, in grado di ostacolare il naturale deflusso delle acque piovane.
Poi rischi idrogeologici, la piaga di un sistema di parcheggi mal gestito, ostaggio di abusivi, carenza di manutenzione del verde pubblico e assenza di un presidio stabile della Polizia Locale. La richiesta è ora di un incontro pubblico: il Comune ha 15 giorni per rispondere ai disagi avanzati dai cittadini. In caso contrario, la comunità ha intenzione di mobilitarsi e presentare esposti alle autorità competenti per accertare omissioni e responsabilità.



