Trentino Alto Adige/Suedtirol

Tornano I Polemici – BZ News 24

Dopo un’assenza lunga due anni dai palchi bolzanini, I Polemici tornano finalmente live: appuntamento giovedì 30 gennaio al Sudwerk con una serata dal sapore speciale, annunciata anche da una locandina in stile “Squadra olimpica Milano Cortina 2026”, ironica e teatrale come il loro immaginario. Ad aprire il concerto ci sarà Supermarket, mentre a scaldare ulteriormente l’atmosfera è previsto un dj set firmato Pidjon SoundApertura porte alle ore  21.00, ingresso 10 euro. Il ritorno dei Polemici arriva dopo l’uscita dell’EP “Figurini”, graficamente costruito come un album di figurine calcistiche (campionato 2020/25) che presenta i protagonisti del progetto: Husk (dj), Tachi (rapper), Il Nonno (batteria), Gowashj (sintetizzatori), Krakken (chitarra), Fanchi (basso). Un lavoro che conserva il loro marchio ironico ma che nei testi si muove su coordinate più adulte e introspective: paternità, consapevolezze, relazioni più selettive, amori duraturi e quelli rimasti potenziali. Ne abbiamo parlato con Marco Cecchellero, in arte Tachi, voce e penna del gruppo.

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Tornate live il 30 gennaio al Sudwerk dopo tanto tempo: cosa vi è mancato davvero della dimensione del concerto (e cosa invece non vi mancava per niente)?

In effetti era da più o meno due anni che non suonavamo qui a Bolzano, quindi siamo super contenti di tornare live al Sudwerk, che è un po’ casa nostra. Cosa ci è mancato? Noi siamo animali da palco: nel senso che funzioniamo molto bene live, sappiamo coinvolgere la gente e le persone con noi si divertono. Quindi sì, la dimensione dal vivo per noi è importantissima.

Una cosa che invece non ci è mancata? Sicuramente tutto lo sbattimento che comporta organizzare un evento: pubblicizzarlo, coordinarsi, pensare alla parte tecnica. Insomma tutta la parte organizzativa che, nel nostro caso, è completamente handmade.

“Figurini” sembra un lavoro di “maturità maschile”: paternità, ansie, consapevolezze, relazioni più selettive, amori duraturi che partono e amori possibili mai partiti. Sono queste esperienze (che immagino comuni) ad avervi spinto a tornare a lavorare insieme?

Sì, sicuramente le tematiche sono più mature rispetto a un tempo: c’è meno rabbia e c’è più riflessione, anche se anche i testi vecchi erano sempre improntati in qualche modo alla riflessione e all’autoanalisi. Non direi però che i temi siano “comuni”, perché i testi li scrivo io e non è detto che tutto quello che scrivo sia condiviso dagli altri. Però so che gli altri apprezzano quello che faccio e quindi in automatico poi i pezzi, in qualche modo, vengono sentiti come del gruppo. Anche perché tutta la parte musicale la fanno gli altri: io ho poca voce in capitolo, visto che non sono un musicista…(ride).La voglia di lavorare insieme non manca mai, anche grazie al fatto che siamo amici e abbiamo un bel rapporto a livello umano. Se fosse mancato quello, ci saremmo separati da tempo.

In questo EP c’è una mascolinità raccontata senza pose machiste: vulnerabile, disillusa quando serve, ma anche ironica. Quanto è stato difficile non scivolare nella retorica e restare autentici?

Sai, io, a livello personale, sono molto lontano da quel tipo di mascolinità legata all’essere macho e via dicendo. I testi in realtà sono lo specchio di quello che sono io. La difficoltà di non scivolare nella retorica banale però c’è sempre: infatti la maggior parte delle cose che scrivo le butto nel bidone perché non sono convinto. Le trovo spesso scontate e quindi quel rischio c’è sempre. Spero di non caderci troppo spesso.

“Selezione all’ingresso” ha una veste scanzonata, quasi balcanico-circense, ma sotto c’è un messaggio in realtà molto netto e poco incline allo show: “solo rapporti veri, via le pochezze”. È una canzone-ossimoro che possiamo considerare un manifesto personale dei Polemici 2026?

Non so se possiamo parlare di manifesto dei Polemici, però sicuramente è un pezzo condiviso anche dagli altri per molte parti. E questo è dato un po’ dall’età che avanza, dalle esperienze che si fanno e dal fatto che man mano che passa il tempo capisci sempre di più quali sono le cose che davvero contano e quali invece sono le cazzate in cui ci perdiamo tutti i giorni.

E capisci anche che certi modi di fare, e certe persone, è meglio eliminarli dalla propria vita piuttosto che tenerli all’interno del proprio “locale”, come dico nel pezzo.

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Nel lungo intervallo tra questo EP e i lavori precedenti: cosa è cambiato davvero nei Polemici (come persone e come gruppo)? E questo ritorno live è un episodio speciale o l’inizio di una nuova fase con altri progetti in arrivo?

Non è cambiato molto, in realtà. Ci siamo presi una piccola pausa per motivi personali, ma come approccio e come mentalità non è cambiato granché.

L’idea è quella di uscire entro un anno con un nuovo album. Questo live del 30 gennaio sarà un po’ il nostro modo per mettere un punto rispetto al live vecchio che abbiamo proposto negli ultimi anni e per dare poi un giro di boa verso quello che ci aspetta in futuro.

✍️ Alan Conti







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