finisce a processo con la fidanzata
OSIMO Denunciare il proprio figlio, per una madre, è quasi un atto contro natura: richiede coraggio, ma a volte è una scelta obbligata. Come quella compiuta da una 55enne osimana che ieri in tribunale è scoppiata in lacrime mentre ripercorreva il difficile rapporto con il figlio – oggi ha 32 anni – inseguito dai demoni della droga e del gioco e ora a processo, insieme alla fidanzata, per il caos scoppiato il 6 agosto del 2024.
L’amministratore
Da molti anni il ragazzo è seguito da un amministratore di sostegno per i suoi problemi di gestione del denaro e percepisce un’indennità di accompagnamento a seguito di un grave infortunio subito da bambino.
Quella mattina, come d’altronde faceva spesso, aveva telefonato con insistenza alla madre pretendendo mille euro per comprare un materasso per la casa in cui conviveva con la fidanzata, una 29enne maceratese. «Gli ho detto di no e come sempre si è messo a urlare e a minacciarmi – ha riferito la madre al giudice Giulia Casiello -. Era capace di spendere tutti i soldi che percepiva in due ore. Alla fine gli ho detto che l’avrei accompagnato il giorno dopo all’Ikea per acquistarlo insieme».
Poco dopo, il ragazzo e la fidanzata si sono presentati a casa della donna. «Urlava: apri, ti ammazzo! Mi sono chiusa dentro, ma lui è passato da una finestra aperta e poi ha fatto entrare la compagna». In casa, l’inferno. «Voleva i soldi a tutti i costi – ha raccontato la madre -. Prima si è annodato una tenda al collo, fingendo di volersi uccidere. Poi ha afferrato dei coltelli e delle forchette e, tenendoli dietro la schiena, mi ha spinto contro il muro, urlandomi insulti di tutti i tipi. All’orecchio mi ha sussurrato che avrebbe rivelato al padre che il fratello non è figlio suo».
Nel frattempo sono arrivate le due sorelle dell’imputato e la lite è proseguita in strada: il 32enne, sapendo che a breve sarebbero arrivati i carabinieri, ha provato ad allontanarsi in auto con la fidanzata, ma la madre glielo ha impedito, sottraendogli le chiavi. La compagna è accusata di aver morso la donna al braccio, mentre il 32enne avrebbe preso per il collo una delle sorelle, sollevandola da terra. «Mi ha afferrato da dietro con il braccio insultandomi», ha confermato la ragazza in aula. L’arrivo dei carabinieri ha posto fine alla bagarre. Il 32enne – che l’altra notte è scappato dalla comunità di recupero in cui si trova e ieri mattina è stato ritrovato – è accusato in concorso con la fidanzata di violazione di domicilio, violenza privata e lesioni. Il processo riprenderà il 5 maggio.




