Piemonte

TitoloHaber è un anziano professore ne “Le ultime lune” di Bordontra solitudine e paura di morire


Commedia amara e struggente, “Le ultime lune” di Furio Bordon arriva al Teatro Carignano, ospite del Teatro Stabile di Torino, dal 27 ottobre all’8 novembre. Recitata per la prima volta da Marcello Mastroianni, alla sua ultima apparizione teatrale, una trentina di anni fa, narra la vicenda di un anziano professore che aspetta l’arrivo del figlio per farsi accompagnare in una casa di riposo. Nel frattempo dialoga con lo spirito della moglie, scomparsa da tempo. E’ alla consorte assente che l’uomo confida le sue paure, la vecchiaia, la solitudine, la morte, la fragilità, con una punta di rancore per quello che sembra un atteggiamento superficiale da parte del figlio, che non ha cercato di dissuaderlo da una scelta definitiva. L’ospizio per lasciare più spazio ai nipotini. E’ l’ultimo giorno da trascorrere in casa, per assaporare gli ambienti che hanno visto scorrere la vita, rievocando situazioni del passato, celiando ed emozionandosi, nella suggestione di un testo di grande attualità. Indiscusso protagonista è Alessandro Haber, con la regia di Paolo Valerio, che lo aveva già diretto ne “La coscienza di Zeno”; completano il cast Silvia Siravo e Francesco Godina, le luci sono di Gigi Saccomandi, la produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e di Goldenart Production. Il lavoro ha appena debuttato a Trieste e sarà in tournée fino a dicembre. Haber ha dichiarato in un’intervista che ha preceduto il debutto di amare la pièce con cui si sente sempre più in sintonia. Le recensioni tendono a elogiare la prova d’attore e la qualità dell’opera, parlando di un testo che scuote profondamente, di un attore protagonista poliedrico che ha svolto egregiamente il suo compito. Bordon è triestino, è drammaturgo e narratore, ha diretto alcuni teatri prestigiosi, “Le ultime lune” è il suo dramma più fortunato, tradotto in 20 lingue e rappresentato in 30 paesi nel mondo. “E così il testo ci pone davanti a battute potenti che squarciano ogni ipocrisia – ha affermato il regista – ogni comoda finzione rispetto al rapporto con gli anziani: un mondo cui la società contemporanea dovrebbe restituire dignità e valore”.


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