«Ti auguro la stessa sorte dei tigli», minacce di morte al sindaco Serfilippi. Lettera anonima arrivata in Municipio a Fano con feci all’interno
FANO Minacce di morte in una lettera anonima per il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, consegnata in Municipio i giorni scorsi. Una sola frase, minatoria, che porta l’indagine già in corso verso il taglio dei tigli effettuato giorni fa in piazza Costa, intorno all’area archeologica. Turbato, ma battagliero, Serfilippi ha denunciato l’episodio ai carabinieri: «Non mi lascio intimidire».
«Mi deve chiedere scusa»
«Ho sporto querela, però, soprattutto per un motivo», ha detto ieri mattina, aggiungendo: «Vorrei che chi ha scritto quelle minacce nei miei confronti avesse il coraggio di presentarsi qui, in Municipio, e di chiedermi scusa.
Allora potrei anche far cadere la denuncia». Serfilippi si è preso una pausa di riflessione, prima di rivolgersi ai militi della Compagnia fanese. Due o tre ore, dopo aver ricevuto la lettera, per maturare la decisione. «Un limite è stato superato, un simile episodio non può passare sotto silenzio, perché è intollerabile». Oltre alla frase gravissima («I tigli decapitati ringraziano augurando la stessa sorte»), la busta conteneva anche un aspetto di sgradevolezza totale: feci. La lettera è arrivata in Municipio, nella sede centrale in via San Francesco, nella giornata del 21 aprile scorso, ed è stata sistemata nella cassetta della corrispondenza per il sindaco, che viene svuotata di settimana in settimana, ogni lunedì. L’inquietante scoperta risale, dunque, alla tarda mattinata di due giorni fa, all’ora di pranzo. La denuncia, invece, a un paio di ore dopo.
«La minaccia – spiegava ieri Serfilippi – era scritta al computer e il foglio era stato ritagliato. L’indirizzo sul dorso della busta, invece, è stato scritto a mano. La prima stranezza, ce ne sono un paio in questa vicenda. Mi ha dato molto fastidio. Voglio pensare che non sia una minaccia reale, e magari non lo è affatto, però certe cose lasciano un segno, anche nella vita privata. Voglio dire che subentra della preoccupazione anche per la famiglia e per gli affetti più cari». L’altra stranezza, aggiunge Serfilippi, è che «il francobollo sulla busta non ha timbratura. Un aspetto, questo, che stanno valutando gli inquirenti».
Elementi utili potrebbero essere forniti dalle immagini della videosorveglianza pubblica. Certo è che ha avuto una vasta eco, e non solo a Fano, la notizia della lettera «gravemente intimidatoria».
Solidarietà dal vescovo
Solidarietà, vicinanza e sostegno dal vescovo Andrea Andreozzi, dal mondo della politica locale e dalle associazioni di categoria. Tutti hanno concordato, usando le parole del primo cittadino, che si sia trattato di «un fatto grave e inaccettabile». A giudizio di Serfilippi è «il segnale di un clima pubblico che rischia di avvelenarsi, in particolare sui social».




