Adunata degli alpini, protesta di alcuni ambulanti per il mercato sospeso: “Ci presenteremo comunque”

Genova. “Il lavoro non si tocca”, così era scritto sui cartelli portati sugli spalti dell’aula rossa del consiglio comunale da alcuni commercianti ambulanti che aderiscono alle sigle che già nei giorni scorsi hanno protestato contro la decisione del Coc, il centro operativo del Comune, di non far svolgere i mercati di via Tortosa e di Terralba nelle giornate clou dell’adunata nazionale degli alpini, dall’8 al 10 maggio.
“Mascherano carenze organizzative con motivi di sicurezza, non accettiamo questa decisione unilaterale e non escludiamo di presentarci comunque con i nostri mezzi il giorno di mercato“, ha detto Riccardo Capuano, referente di Aval e portavoce di una parte dei 176 commercianti di via Tortosa alla fine di un incontro, a tratti piuttosto teso, con i capigruppo di maggioranza e opposizione, parte della giunta e della stessa sindaca Silvia Salis.
Nei giorni scorsi le sigle degli ambulanti erano state convocate dall’amministrazione comunale. Inizialmente la protezione civile aveva disposto la sospensione per ragioni di sicurezza di tutti i mercati di quartiere, visto l’arrivo previsto in città di circa 400mila alpini, ma poi la limitazione si è ristretta ai due mercati della Val Bisagno. La maggior parte delle sigle sindacali di categorie hanno accettato anche se non di buon grado la proposta di misure compensative mentre altre hanno confermato la linea dura.
“Capiamo il disagio ma rispetto all’adunata nazionale del 2001 le normative sulla sicurezza sono cambiate e non sono derogabili – ha detto la sindaca Silvia Salis alla fine del confronto – con l’assessora al Commercio abbiamo proposto una serie di soluzioni compensative che spero tutti potranno accettare”.
“L’idea è di consentire agli ambulanti che dovranno rinunciare a quella giornata di lavoro – ha aggiunto l’assessora al Commercio Tiziana Beghin – di lavorare in un’altra giornata extra, azzerando il canone”.
Il tema dell’adunata degli alpini è stato affrontato, oggi in consiglio comunale, anche attraverso un ordine del giorno presentato dalla Lega, a firma della capogruppo Paola Bordilli, e che chiedeva, nella fattispecie, alla sindaca e alla giunta di prendere le distanze rispetto alle esternazioni di alcune esponenti di collettivi femministi che avevano parlato dell’adunata degli alpini come esempio “di celebrazione di mascolinità tossica”, offensivo della “storia e della cultura degli alpini”.
L’ordine del giorno è stato votato solo dalla minoranza. Vittoria Canessa, consigliera Pd e delegata all’organizzazione dell’evento, ha parlato di “strumentalizzazioni” e ricordato che “è compito dell’amministrazione prevenire ogni forma di molestia e di garantire la sicurezza di tutti, la stessa Associazione Nazionale Alpini ha avviato un percorso serio di sensibilizzazione e di netta presa di distanza da episodi inaccettabili avvenuti in passato”.




