Abruzzo

Processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, udienza rinviata al 20 maggio


È ripartito da zero il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta nella notte del 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi (LAquila) dopo che il precedente procedimento era stato bloccato per vizi procedurali. L’esame delle parti civili, che nel frattempo sono aumentate rispetto al primo processo raggiungendo circa 50 soggetti tra enti e associazioni, si è svolta nel tribunale di Avezzano martedì 28 aprile.

Da quanto si è appreso, il Comune di San Benedetto dei Marsi, dove risiede l’imputato che sparò con il suo fucile contro l’orsa nei pressi della propria abitazione, non si è costituito parte civile. L’udienza ‘si è conclusa con un rinvio al 20 maggio per consentire alla difesa dell’imputato di verificare le costituzioni di parte civile depositate in data odierna. 

Tra le associazioni che hanno formalmente chiesto di essere ammesse parte civile figura l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) rappresentata dagli avvocati Claudia Ricci e Silvia Chiavaroli. “Quella odierna – ricordano dall’Enpa – rappresenta, di fatto, una nuova  prima udienza, dopo che lo scorso gennaio il tribunale di Avezzano aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio, accogliendo un’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato. Il vizio procedurale aveva comportato la restituzione degli atti alla Procura per la loro riformulazione e nuova notifica, determinando un rallentamento dell’iter giudiziario. L’imputato deve rispondere del reato di uccisione di animali, aggravato dalla crudeltà. Un’accusa che trae origine da un episodio di estrema gravità: Amarena, esemplare simbolo dell’orso bruno marsicano, specie in gravissimo pericolo di estinzione, fu uccisa da un colpo di fucile davanti ai suoi due cuccioli”.

Le associazioni hanno dovuto nuovamente depositare la costituzione di parte civile, per un totale di oltre cinquanta soggetti coinvolti. Il difensore dell’imputato ha richiesto un termine per esaminare gli atti e il giudice ha quindi disposto il rinvio al 20 maggio. In quella data verranno sollevate eventuali eccezioni sulle costituzioni e solo successivamente si potrà avviare il processo.

“La richiesta di giustizia per Amarena, per i suoi cuccioli e per tutta la popolazione degli orsi marsicani non si arresta davanti a un rinvio per motivi procedurali – dichiara Annamaria Procacci, responsabile fauna selvatica Enpa –. Continueremo a seguire ogni passaggio con attenzione e determinazione, come facciamo da sempre per la tutela dei plantigradi e del patrimonio naturale del nostro Paese. Amarena, i suoi piccoli e tutta la popolazione degli orsi marsicani meritano giustizia. L’uccisione di una madre orsa, particolarmente importante perché prolifica e attenta nell’accudimento della prole, rappresenta un fatto gravissimo: pochissimi sono infatti gli esemplari di questa sottospecie preziosa a livello mondiale. Ma giustizia la meritano anche tutti quegli italiani che credono nel rispetto e nella convivenza con le altre forme di vita. Amarena era un simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, entrata nel cuore delle persone, dai residenti ai turisti, che avevano imparato a conoscere e rispettare questi animali fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi”.

L’Enpa ribadisce che l’uccisione di una madre orsa marsicana resta un fatto inaccettabile e conferma il proprio impegno affinché venga fatta piena luce sulla vicenda.  

Anche il Wwf ha già annunciato la propria presenza alla prossima udienza del 20 maggio, rappresentato dall’avvocato Michele Pezone, “per ribadire la necessità di sanzioni certe e adeguate nei confronti di chi si rende responsabile di reati contro la natura”.

 

Ricevi le notizie di ChietiToday su Whatsapp

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »