Teste in giù nella locandina antifascista, l’Università revoca l’aula
11 maggio 2026 – ore 11:00 – Prosegue a Trieste la polemica attorno all’“Assemblea contro i nuovi e vecchi fascismi”, convocata per oggi alle 18 in Androna Baciocchi, dopo il caso della locandina diffusa nei giorni scorsi con le immagini dell’assessore regionale Fabio Scoccimarro, dei giornalisti Fausto Biloslavo e Gian Micalessin e del senatore Roberto Menia raffigurati a testa in giù, con un richiamo iconografico a Piazzale Loreto che aveva provocato forti reazioni politiche. Nelle ultime ore è iniziato a circolare nelle chat e sui social un nuovo messaggio di rilancio dell’iniziativa, accompagnato da una diversa grafica nella quale non compaiono più le immagini contestate. Nel testo, gli organizzatori denunciano quella che definiscono una censura politica da parte dell’Università di Trieste. “Scoccimarro e Fratelli d’Italia ordinano, l’Università di Trieste esegue: vietato parlare di antifascismo”, si legge nell’apertura del messaggio, che accusa l’ateneo di avere revocato l’utilizzo dell’Aula Baciocchi inizialmente concessa. “Rifiutiamo anche la decisione dell’università che dopo aver concesso Aula Baciocchi ha revocato l’autorizzazione senza addurre nessuna motivazione valida”, viene scritto nel documento, nel quale gli organizzatori confermano comunque lo svolgimento dell’assemblea. “Che piaccia a Scoccimarro o meno questa Assemblea si terrà”, conclude il testo.
Nel messaggio vengono inoltre ribadite le accuse politiche rivolte all’assessore regionale Fabio Scoccimarro, definito esponente di una militanza “nel solco tracciato dal neofascismo triestino”, e vengono nuovamente richiamati gli anni della militanza giovanile di Almerigo Grilz e i rapporti dell’estrema destra triestina con ambienti eversivi degli anni Settanta e Ottanta. Gli organizzatori contestano anche alcune dichiarazioni rilasciate da Scoccimarro dopo le polemiche sulla prima locandina. In particolare criticano il riferimento dell’assessore agli anni di piombo e a quella che aveva definito una comune “passione autentica per il futuro” delle giovani generazioni politicamente schierate di quel periodo. Nel testo diffuso online si legge infatti: “Rifiutiamo con decisione il paternalismo e le posizioni di chi voleva sì costruire un mondo nuovo ma voleva farlo aggredendo e pestando chiunque non condividesse le loro idee xenofobe e discriminanti”. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte dell’Università di Trieste sulle ragioni della revoca dell’aula indicata dagli organizzatori. La vicenda continua intanto ad alimentare lo scontro politico cittadino attorno alla figura di Almerigo Grilz e alle commemorazioni organizzate annualmente il 19 maggio in via Paduina.
Articolo di Francesco Viviani
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