‘Radici’, allo Spazio Arte Petrecca la personale di Enza Monetti | isNews
L’esposizione, in programma dal 14 maggio al 6 giugno, esplora il legame tra materia e memoria attraverso la figura simbolica dell’albero
ISERNIA. La Galleria Spazio Arte Petrecca presenta ‘Radici’, la mostra personale di Enza Monetti che sarà aperta al pubblico dal 14 maggio al 6 giugno. L’esposizione, che si avvale della direzione artistica di Gennaro Petrecca e della cura di Carmen D’Antonino e Maria Rosaria Rosato Ferretti, gode del patrocinio del Comune di Isernia.
Il percorso espositivo riassume l’intera ricerca artistica di Monetti, focalizzandosi sul valore della natura e sulla sintesi tra materia e forma, logica e spiritualità. Al centro della narrazione si pone l’albero, inteso come protagonista dotato di una doppia chioma, simbolo di un pensiero filosofico che costruisce un itinerario di riconoscibilità.
In merito al significato profondo delle opere, la curatrice Maria Rosaria Rosato Ferretti sottolinea che “le foglie rappresentano ciò che cambia e si rinnova, mentre le radici custodiscono l’essenza e la nostra storia”, ponendo l’accento sulla capacità dell’artista di evolvere mantenendo saldo l’equilibrio tra innovazione e tradizione. Enza Monetti utilizza con sapienza materiali eterogenei: dai legni levigati e scolpiti alle tele antiche, fino alle irruzioni luminose delle light-box. La materia viene interpretata come un deposito di memoria che trasforma e veicola emozioni.
Nel testo critico che accompagna la mostra, Carmen D’Antonino osserva come “la radice non è origine statica, ma nodo relazionale, punto di attraversamento tra memoria e trasformazione”, evidenziando la pragmaticità dell’artista nel privilegiare il risultato finale. Le ramificazioni degli alberi generati da Monetti evocano sistemi complessi, sia biologici che simbolici, suggerendo una visione della realtà intesa come rete in continua evoluzione.
Secondo il direttore artistico Gennaro Petrecca, Enza Monetti si configura come una “raffinata interprete della natura, capace di rielaborarla attraverso tecniche e supporti diversi, in un linguaggio coerente e riconoscibile”. La mostra si propone dunque come un percorso immersivo dove ogni opera dialoga con le altre, definendo un sistema aperto in cui la fragilità emerge come valore generativo, capace di connettere l’umano al trascendentale. ‘Radici’ invita il pubblico a una riflessione profonda sul legame con l’ambiente e con la memoria collettiva, in un’epoca segnata da costanti mutamenti.
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