«Terza corsia, tutte le criticità di un progetto insostenibile. Redigere il progetto per una bretella arretrata»
da anni si sta proponendo che nella valutazione delle alternative progettuali prevista dalla Legge, ferma restando l’attuale A14, al posto della terza corsia e del mini arretramento di un senso di marcia, venga redatto il progetto di fattibilità di una bretella autostradale arretrata a 4 corsie, da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo ove si riconnette all’A14 e all’A24, che avrebbe il pregio di salvare ambientalmente la costa, di riconnettere le aree interne, di effettuare un investimento molto probabilmente meno costoso del progetto di ASPI

L’A14
di Massimo Valentini *
«Quanto abbiamo visto a proposito della frana di Niscemi in Sicilia, ampiamente annunciata e mai oggetto di adeguati preventivi interventi da parte delle pubbliche autorità competenti che ora si stanno scaricando reciprocamente le responsabilità, mostra chiaramente la inadeguatezza di politiche che non hanno una visione, che sono piegate solo a risultati di breve termine non considerando tutti i fattori di contesto. Questa impostazione l’abbiamo vista anche nelle Marche e le gravi situazioni che oggi si riscontrano ad esempio nella sanità, nella gestione dei rifiuti, nelle infrastrutture, sono figlie di decenni di politiche che non hanno avuto una visione di sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo.
Emblematica è stata la vicenda dell’A14 che doveva essere realizzata arretrata nelle Marche sud e che invece per interessi particolari di breve termine fu fatta passare lungo la costa con i disastri che oggi possiamo constatare. A proposito del potenziamento dell’A14, dopo 5 anni di proclami, ancora non sussiste nulla di concreto se non il progetto redatto da Aspi, al momento fatto proprio dalla Regione e quindi dal Governo, che da informazioni desunte dalla stampa ha le seguenti caratteristiche. L’ex viceministro Bignami nel settembre 2024 dichiarò che il progetto del potenziamento dell’A14 prevede la realizzazione della terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso e un mini-arretramento di un senso di marcia a 3 corsie da Pedaso a San Benedetto del Tronto, il tutto per un costo complessivo di 5 miliardi. La comunità che vive nelle Marche sud, a fronte di uno dei più grandi investimenti pubblici che si dovrebbe fare su questa area negli ultimi decenni, non può non porsi il tema della compatibilità del progetto di Aspi con le necessità del territorio. Da questo punto di vista il progetto presenta forti criticità.
La realizzazione della terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso, che dovrebbe essere realizzata in 10 anni, appare insostenibile in primo luogo sotto il profilo della sicurezza, in un tratto che già da 8 anni sta sopportando i lavori di manutenzione che probabilmente saranno ricorrenti per la conformazione idrogeologica del tratto. I lavori a fianco dello scorrimento in un tratto così pericoloso implicano un innalzamento degli indici di rischio nella sicurezza stradale con un certo incremento di incidenti, morti e feriti, come abbiamo già visto drammaticamente durante questi otto anni di lavori. Un’altra sostanziale criticità riguarda la questione ambientale della costa. A proposito di frane il Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Marche certifica che lungo il percorso dell’A14 da Porto Sant’Elpidio-Pedaso, ove è stata progettata la terza corsia, è presente un grave rischio frane. Si vuol operare come è stato fatto a Niscemi? Sempre relativamente alla questione ambientale sulla costa è certificato dalle rilevazioni della Regione Marche un importante inquinamento da traffico lungo la costa, che trova peraltro un riscontro anche lungo le vallive, utilizzate intensamente per collegarsi alle primarie vie di comunicazione presenti solo sulla costa. Con questo intervento progettato da Aspi si cerca di garantire uno scorrimento del traffico, ma si aggravano enormemente le problematiche delle Marche sud, investendo 5 miliardi senza risolvere nulla di ciò di cui il territorio ha bisogno, anzi affossandolo ulteriormente. L’altra grave problematiche del territorio riguarda poi il progressivo spopolamento delle aree interne causato anche dall’inadeguatezza di una rete viaria di collegamento alle primarie vie di comunicazione. Non è assolutamente sufficiente la pur necessaria Pedemontana a risolvere tale problematica. A fronte di tutto quanto sopra evidenziato, da anni si sta proponendo che nella valutazione delle alternative progettuali prevista dalla Legge, ferma restando l’attuale A14, al posto della terza corsia e del mini arretramento di un senso di marcia, venga redatto il progetto di fattibilità di una bretella autostradale arretrata a 4 corsie, da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo ove si riconnette all’A14 e all’A24, che avrebbe il pregio di salvare ambientalmente la costa, di riconnettere le aree interne, di effettuare un investimento molto probabilmente meno costoso del progetto di Aspi. Al momento ancora non è stato possibile avviare un dialogo con le istituzioni preposte nonostante i continui tentativi, dialogo che comunque dovrà essere garantito dall’iter di legge del Dibattito Pubblico, ma è auspicabile che possa essere avviato quanto prima».
* Presidente Fondazione San Giacomo della Marca
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