Naufragio di Cutro, i ministri Salvini e Piantedosi potrebbero essere chiamati a testimoniare. Telecamere off-limits per i giornalisti

Anche i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi potrebbero essere chiamati a testimoniare al processo sui presunti ritardi nei soccorsi all’imbarcazione carica di migranti naufragata a Steccato di Cutro. I loro nomi compaiono nelle liste testimoni presentate da alcuni avvocati di superstiti e parenti delle vittime nella prima udienza del procedimento penale svoltasi al Tribunale di Crotone. Chiesta anche la testimonianza dell’equipaggio dell’aero Eagle One di Frontex che avvistò il caicco Summer Love la sera prima del naufragio. Il tribunale, per il momento, ha accolto solo la lista presentata dal pm Matteo Staccini. Sulla scorta dell’istruttoria, poi il collegio deciderà altre ammissioni. La Procura ha citato 69 testimoni tra cui i sei imputati e il capo del centro operativo nazionale della Guardia costiera e capo dell’Italian maritime coordination center (Imrcc). I difensori dei finanzieri, poi, si sono opposti all’acquisizione dei brogliacci delle comunicazioni radio di quella notte chiedendo la trascrizione tramite un perito. Gli avvocati dei militari della Guardia costiera invece non hanno espresso contrarietà ad acquisizione dei brogliacci delle comunicazioni radio.
Telecamere off limits per i mezzi di informazione
Le aule in cui si terranno le udienze del processo per il naufragio di Cutro resteranno off limits per le telecamere dei mezzi di informazione. Lo ha stabilito il Tribunale di Crotone presieduto dal giudice Alfonso Scibona confermando, peraltro, la decisione del precedente collegio che era stata adottata lo scorso 12 gennaio secondo la quale il diritto di cronaca potrà essere soddisfatto «oltre che con l’accesso in aula dei giornalisti, anche dalla fono e videoregistrazione ufficiale delle attività processuali eseguita dal personale tecnico in servizio presso il Tribunale». Previa richiesta, inoltre, «potrà essere autorizzata l’acquisizione di file audio e video registrati con le apparecchiature ministeriali». La scelta del collegio penale è stata criticata oltre che dagli operatori dell’informazione anche da diversi rappresentanti di parte civile che sono intervenuti sulla questione.
L’avvocato Francesca Cancellaro, che rappresenta Emergency, Sea Watch, Sos Mediterranee, ha sostenuto che «il fatto che i media siano messi nella condizione di offrire una integrale e tempestiva rappresentazione del contenuto del dibattimento costituisce un importante strumento di tutela rispetto ad eventuali strumentalizzazioni o ricostruzioni parziali o errate, nell’interesse di tutte le parti processuali». Favorevole alla scelta del collegio giudicante si è detto, invece, il procuratore della Repubblica, Domenico Guarascio. Alla fine il presidente Scibona ha rigettato la richiesta delle parti civili ribadendo che a giudizio del Tribunale «la trasparenza è massima e i giornalisti possono presenziare, ma si è voluto garantire che la registrazione e la divulgazione delle attività processuali sia semplicemente riservata agli strumenti che il ministero ci mette a disposizione».
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