Tentato omicidio dopo un diverbio stradale a Primavalle, tre arresti
Una banale lite nel traffico si trasforma in una caccia all’uomo, organizzata sui social e culminata in un’aggressione feroce.
È il quadro ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato, che questa mattina hanno eseguito tre misure cautelari per tentato omicidio in concorso, chiudendo il cerchio su uno degli episodi più violenti registrati negli ultimi mesi nella periferia nord-ovest della Capitale.
Due degli indagati sono stati trasferiti nel carcere di Regina Coeli, mentre per un terzo è scattata la misura degli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, tutti avrebbero preso parte a una spedizione punitiva pianificata nei dettagli.
Dalla strada ai social: la spirale della violenza
Tutto nasce a metà dicembre da un diverbio per la precedenza. Un episodio apparentemente insignificante che, per uno degli aggressori, si trasforma in un’ossessione. La vittima viene rintracciata online, dando il via a una escalation fatta di minacce e provocazioni.
Prima l’invito a presentarsi nel quartiere Bastogi per un “chiarimento”, poi una videochiamata in cui l’aggressore avrebbe mostrato il proprio volto, arrivando a minacciare apertamente di morte. Nonostante il tentativo della vittima di sottrarsi al confronto, il gruppo riesce comunque a intercettarlo pochi giorni dopo.
L’agguato nel parcheggio
È il 28 dicembre quando scatta l’azione. Nel quadrante di Santa Maria della Pietà, l’uomo viene sorpreso mentre parcheggia e accerchiato da tre persone.
Secondo la ricostruzione degli investigatori del XIV Distretto Primavalle, l’aggressione è immediata e brutale: un primo colpo alla testa con una mazza da golf lo fa crollare a terra, mentre un secondo assalitore lo colpisce con un’ascia alla gamba, tentando di immobilizzarlo.
Solo l’intervento involontario di una testimone, che urla dalla finestra, mette in fuga il gruppo.
La vittima viene soccorsa in condizioni gravissime e trasportata in ospedale in codice rosso, con fratture multiple tra cranio e arti inferiori.
Le indagini e la svolta
Determinante, per gli investigatori, è stato l’incrocio tra le immagini delle telecamere di sorveglianza e gli accertamenti scientifici effettuati sul luogo dell’aggressione.
In particolare, il ritrovamento di un frammento della mazza da golf, spezzatasi durante il colpo, ha fornito un elemento chiave per risalire ai responsabili.
Un tassello che, insieme alle testimonianze raccolte, ha permesso di identificare i tre presunti autori e di delineare i contorni di un’azione ritenuta dagli inquirenti premeditata e caratterizzata da una violenza estrema.
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