tenta la rapina a un vigile in borghese, finisce a Regina Coeli
Ha scelto la vittima sbagliata un 38enne senegalese che, nel pomeriggio di mercoledì 14 gennaio, ha seminato il panico tra le vie dell’Esquilino.
L’uomo ha preso di mira un istruttore coordinatore della Polizia Locale di Roma Capitale, impegnato in un servizio di prevenzione del degrado in borghese proprio nella “zona rossa” tra Termini e via Principe Eugenio.
L’aggressione e lo spray al peperoncino
Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato Ugl, il 38enne — già noto alle forze dell’ordine e presumibilmente in crisi di astinenza — ha sfilato con destrezza il cellulare dalla tasca dell’agente.
Non soddisfatto, ha tentato di prendersi anche il portafogli. A quel punto il vigile, per difendersi dall’aggressione ravvicinata, è stato costretto a utilizzare lo spray al peperoncino di ordinanza.
Nonostante l’effetto irritante della sostanza, è nato un inseguimento furibondo durato oltre quindici minuti. Gli equipaggi dei gruppi speciali Spe (Sicurezza Pubblica Emergenziale) e Gssu sono accorsi in supporto, tallonando il fuggitivo fino a viale Manzoni, dove il malvivente è riuscito momentaneamente a far perdere le proprie tracce.
La cattura davanti al mercato
La fuga è durata meno di 48 ore. Nella mattinata di venerdì 16 gennaio, gli agenti dello Spe hanno riconosciuto il sospettato mentre si aggirava con fare circospetto in via Principe Amedeo, proprio di fronte al Mercato Esquilino, probabilmente in cerca di una nuova vittima.
L’uomo, che aveva a carico numerosi precedenti per rapina e spaccio oltre a un ordine di allontanamento, è stato bloccato e trasferito nel carcere di Regina Coeli.
La polemica sindacale
L’episodio ha riacceso il dibattito sulle tutele per i “caschi bianchi” romani. Paolo Emilio Nasponi, segretario romano dell’Ugl Polizia Locale, ha espresso solidarietà al collega sottolineando i rischi quotidiani:
«Le modalità aggressive di chi gravita attorno agli snodi ferroviari dimostrano la criticità della sicurezza. Governo e sindaci devono riconoscere questi corpi come forze di polizia a ordinamento locale, fornendo strumenti, formazione e tutele adeguate per difendere meglio i cittadini».
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