Tassa sui passeggeri delle navi, Terrile: “Il Viminale ci ha dichiarato inadempienti, bisogna procedere”

Genova. È datata giovedì 10 dicembre una lettera del ministero dell’Interno che dichiara il Comune di Genova “inadempiente” in merito all’applicazione dell’addizionale sui passeggeri delle navi in transito. Nella stessa lettera, il Viminale chiarisce che l’amministrazione, in quanto inadempiente, non può pensare di rimodulare l’accordo sulla politica fiscale tra il Comune e il governo siglato nel 2022 dall’allora sindaco Marco Bucci.
Precisamente, l’accordo venne sottoscritto il 29 novembre 2022 dal sindaco Marco Bucci e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano: il Comune, sulla base di una normativa dedicata alle città sovraindebitate, si impegnava a introdurre un’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale, pari a tre euro a persona, da versarsi direttamente all’entrata del bilancio comunale a decorrere dal 1 gennaio 2023″.
Il contenuto della missiva è stato letto durante il consiglio comunale di oggi dal vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile che ha giustificato così il voto contrario della giunta a un ordine del giorno della minoranza che chiedeva la sospensione della cosiddetta tassa su traghetti e crociere, addizionale che il Comune vorrebbe introdurre da giugno 2026.
“Nella giornata di ieri, 10 dicembre, il ministero dell’Interno dice che il Comune di Genova è inadempiente e dice anche che la rimodulazione dell’accordo, la stessa rimodulazione che era stata prevista dalla scorsa amministrazione e in base al quale si interveniva solo sull’addizionale Irpef e non sulla tassa di imbarco e sbarco, non è ammissibile, e dice guardate non potete rimodularlo fino a che non sarete adempienti – spiega Terrile – e se voi non attuate la tassa di imbarco, aggiunge il Viminale, ci sono conseguenze molto gravi, una è la possibilità di esercitare l’addizionale Irpef ma l’altra misura potrebbe far perdere al Comune fino a 25 milioni l’anno di trasferimenti dal governo in base all’accordo“. Sempre il vicesindaco afferma che una rata di trasferimenti da 12 milioni di euro al Comune relativi al 2025 è già stata bloccata dal ministero.
“Se noi non introduciamo questa tassa di imbarco rischiamo di mettere a rischio in modo grave o gravissimo l’erogazione dei servizi da parte del Comune perché non solo rischiamo che ci venga chiesto il pregresso ma l’anno prossimo perdiamo 25 milioni, quest’anno ne perdiamo 12,5 e così via – conclude Terrile – ma chi è stato inadempiente? Chi è stato qua sei mesi o chi ha firmato l’accordo nel novembre 2022 e per tre anni non ha approvato e applicato la misura che aveva promesso e si era impegnato di attuare? Io penso che invece di cercare colpevoli dovremmo cercare soluzioni, mi farebbe piacere che le cercassimo insieme“.
Nel suo intervento il vicesindaco di Genova ha anche citato alcune città che sono riuscite ad applicare la tassa, come Palermo o Salerno, o Napoli, che l’ha applicata sui passeggeri aeroportuali. Ha ribadito che secondo l’amministrazione si tratta di una tassa “equa, che va a ristorare le spese che il Comune sostiene tutti gli anni, in particolare d’estate, per garantire il corretto accesso alle banchine del porto e la manutenzione delle infrastrutture che conducono al porto”.
Terrile ha confermato che i meccanismi applicativi dovranno essere concordati con gli operatori, con l’Autorità portuale, con Stazioni Marittime, e armatori, stazioni marittime e autorità portuale. Nei giorni scorsi, gli stessi soggetti, non si sono detti disponibili a partecipare a un tavolo tecnico che non metta in dubbio la misura ma si limiti a stabilire come dovrà avvenire l’esazione dell’addizionale.




