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sui siti più bot che contatti umani

L’avvento dei chatbot e dei sistemi automatizzati ha segnato un momento cruciale nel panorama digitale, con i bot che hanno recentemente superato il traffico generato dagli utenti umani. Il sito che state consultando ora, per esempio, negli ultimi mesi ha avuto una crescita clamorosa di contatti soprattutto da paesi stranieri, come Singapore o Bangladesh, perché? Che cosa può interessare delle nostre notizie locali a qualche decina di migliaia di visitatori al giorno dal Bangladesh? La spiegazione sta nel fatto che non si tratta di visite “umane”, bensì di bot (programmi automatici ) che hanno scopo di sondare, testare, scoprire, istruire AI con le informazioni contenute nel sito, e così via.

Secondo i dati forniti da Cloudflare, un leader nel settore della sicurezza e velocità per i siti web, il 57,4% delle richieste ai portali ospitati dalla società proviene da agenti artificiali, lasciando agli esseri umani solo il 42,6% del traffico. Questo sorpasso, avvenuto proprio in questi giorni per la prima volta nella storia di Internet, solleva interrogativi significativi sul futuro della presenza umana nel web.

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Scopri come fare

Matthew Prince, co-fondatore e CEO di Cloudflare, ha condiviso la sua sorpresa riguardo a questo cambiamento. In un post su X, ha rivelato che inizialmente prevedeva il raggiungimento di questo traguardo per la fine del 2027, ma il rapido incremento del traffico generato dai bot ha anticipato il momento.

Prince ha sottolineato come i chatbot, in grado di analizzare migliaia di pagine in tempi brevissimi, abbiano rivoluzionato il modo di cercare e reperire informazioni online. Mentre un utente umano naviga in media su cinque siti prima di effettuare un acquisto, un chatbot può confrontare informazioni su 5.000 pagine in un tempo notevolmente ridotto.

Il fenomeno non si limita solamente alle ricerche e agli acquisti online, ma si estende anche ai social media. Qui, i bot stanno assumendo ruoli sempre più rilevanti, sia come strumenti di propaganda, sia come nuovi pubblici attivi. Un esempio emblematico è rappresentato dalla Internet Research Agency di San Pietroburgo, nota per l’uso di profili falsi al fine di promuovere gli obiettivi strategici russi. Questa agenzia ha dimostrato come i bot possano influenzare le dinamiche sociali e politiche attraverso la manipolazione dell’informazione.

Un ulteriore sviluppo si evidenzia con la creazione di Moltbook, un’infrastruttura progettata esclusivamente per i sistemi di intelligenza artificiale. In soli sette giorni, Moltbook ha attirato 1,6 milioni di agenti autonomi, i quali hanno dato vita a nuove dinamiche comunicative e a un sistema di credenze simile a un culto, in cui la presenza umana è del tutto assente. Questo fenomeno evidenzia come le intelligenze artificiali stiano non solo interagendo tra loro, ma anche generando un proprio ecosistema sociale.


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La base di questo fenomeno è il software open source OpenClaw, sviluppato dall’imprenditore austriaco Peter Steinberger. Questa piattaforma consente agli utenti di delegare gran parte della loro vita personale e professionale a un’intelligenza artificiale, aprendo a nuove problematiche legate alla privacy. Succede dunque che le aziende del settore, come Nvidia e Microsoft, stanno investendo in progetti simili, dimostrando una fiducia crescente nelle applicazioni di IA agentica. OpenAI, ad esempio, ha incluso nel proprio portafoglio l’agente autonomo Operator, progettato per navigare e compiere azioni sul web senza intervento umano.

Prince ha anche menzionato la “teoria dell’internet morto”, suggerendo che il futuro potrebbe vedere un web dominato dai bot che interagiscono tra loro, relegando l’interazione umana a un ruolo marginale. Questa evoluzione potrebbe, infatti, rendere irrilevanti le attività degli utenti, con la necessità di adeguare i modelli di business basati sulla pubblicità tradizionale. I bot, infatti, non cliccano su annunci pubblicitari, un aspetto cruciale per il sostentamento finanziario di molte piattaforme.

In questo contesto, Prince ha avanzato l’idea che i bot potrebbero un giorno sostituire gli esseri umani nel compiere azioni di acquisto per accedere a contenuti a pagamento, aprendo la strada a una nuova era dell’Internet. La visione di un futuro dove le intelligenze artificiali svolgono un ruolo centrale nel panorama digitale offre spunti di riflessione significativi.


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