Successo per “Lunga vita agli alberi” al Teatro Comunale di Vicenza

Tanta gente e tanta emozione al Teatro Comunale di Vicenza in occasione dello spettacolo “Lunga vita agli alberi”, portato in scena l’11 febbraio scorso per celebrare i 120 anni dell’azienda farmaceutica Zambon che attraverso la fondazione Zoè – Zambon Open Education, ha regalato alla città un evento che ha unito sorrisi, cultura e un’importante lezione sul rispetto del mondo che ci ospita. Come ha ricordato prima che si sollevasse il sipario Elena Zambon, presidente di Fondazione Zoé, “La salute della natura ci invita ad ascoltare il respiro degli alberi” e i 120 anni di Zambon non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza verso altri 120 anni fatti di “impegno condiviso verso il benessere delle persone e la tutela dell’ambiente”.
Al di là del nobile messaggio, lo spettacolo, diretto da un artista geniale come Arturo Brachetti, è stato davvero bello. Presentato come viaggio teatrale tra meraviglia, scienza e poesia, nello stile poteva ricordare l’incantevole “Darwin’s smile” portato al Comunale da Isabella Rossellini: un po’ monologo (che qui diventa dialogo), un po’ lectio magistralis, capace di catturare da subito l’attenzione del pubblico e di coinvolgerlo sino all’ultima battuta. Se in quello spettacolo al centro c’erano gli animali, qui invece protagoniste sono le piante. A condividere la scena l’attore comico Giovanni Storti e il professor Stefano Mancuso, uno dei massimi esperti mondiali di neurobiologia vegetale, che come Dante e Virgilio vanno alla alla scoperta del mondo degli alberi, e proprio come nella Divina Commedia partono da sotto terra e vanno verso l’alto, dalle radici fino alla chioma, svelando al pubblico le sorprendenti capacità delle piante di comunicare, muoversi e collaborare tra loro, dimostrando un’intelligenza straordinaria. E se Storti figurava come un Dante piuttosto discolo, sempre pronto a prendere in giro la sua guida, con tempi comici al millesimo di secondo che hanno trascinato il pubblico alle risate di gusto e agli applausi a scena aperta, Mancuso gli ha tenuto testa con grande simpatia, mostrando quella rara capacità di spiegare senza annoiare che è dote preziosissima per un insegnante anche fuori dal palcoscenico. Tra racconti affascinanti, aneddoti quasi incredibili – tra cui la vicenda dell’albero più vecchio del mondo abbattuto da uno studente per “ragioni di studio” -, scoperte scientifiche e riflessioni ecologiche, lo spettacolo è stato soprattutto un invito a rivalutare il ruolo degli alberi come protagonisti fondamentali del nostro futuro.
La regia di Brachetti ha regalato al tutto una cornice suggestiva e spettacolare. L’uso delle luci, le trovate sceniche, gli effetti speciali, la scelta delle musiche hanno contribuito a rendere “Lunga vita agli alberi” uno spettacolo magico.
Al termine il pubblico, entusiasta, ha applaudito a lungo i due protagonisti, portando a casa il ricordo di una serata insieme divertente e ispiratrice di una coscienza più attenta e responsabile verso il mondo.
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